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Salute - Parla il direttore dell’unità operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva dell’ospedale di Belcolle Roberto Faggiani

“La Asl sta lavorando per migliorare l’accesso ai servizi”

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Roberto Faggiani

Roberto Faggiani

La cittadella della salute, sede della Asl

La cittadella della salute, sede della Asl 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del direttore dell’unità operativa di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva dell’ospedale di Belcolle, Roberto Faggiani, in merito all’articolo “Prenotazione colonscopia, bollino rosso a Viterbo” – Il governo delle liste di attesa per le prestazioni gastroenterologiche, come per le altre discipline, è uno dei principali ambiti di attività che in questi mesi sta vedendo la Asl impegnata attraverso una riorganizzazione dei processi e un’analisi attenta delle criticità, al fine di migliorare la capacità di accesso ai servizi.

Nello specifico, i dati comunicati da AssoTutela relativi all’erogazione delle prestazioni di colonscopia nella nostra provincia fanno riferimento alle richieste degli utenti che si rivolgono al Cup.

A tal riguardo occorre precisare che la nostra azienda, già a partire dall’anno in corso, ha messo in atto una strategia di governo dell’offerta che punta all’appropriatezza, considerando che, numeri alla mano, il servizio di endoscopia digestiva di Belcolle può vantare un volume di attività che è il terzo in tutto il Lazio.

Ad esempio, solo per le colonscopie, abbiamo effettuato 6404 esami nel 2014. Questo significa, come ha giustamente evidenziato nel corso della Conferenza dei servizi della Asl il sub commissario per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo del Servizio sanitario della Regione Lazio, Giovanni Bissoni, che le liste di attesa non si abbattono aumentando l’offerta, ma puntando sull’appropriatezza. Ed è ciò che nella Tuscia stiamo facendo. Come?

Con l’attivazione della prenotazione della coloscopia direttamente dal nostro servizio di endoscopia digestiva, tramite la prescrizione del medico di medicina generale, la cui collaborazione fattiva e concreta ci permette di raggruppare gli utenti per classi di appartenenza e di erogare la prestazione entro 10, 30 o 90 giorni dalla richiesta, a seconda dell’urgenza del caso specifico.

Tale sistema di prenotazione è operativo anche nei servizi di endoscopia di Civita Castellana e di Tarquinia.

Attraverso lo screening del tumore del colon retto che la Asl ha attivato nel marzo del 2014 e che sta producendo dei risultati tangibili da un punto di vista della prevenzione e della diagnosi precoce della patologia. Ricordo che, con il programma di screening del colon retto, negli ultimi due anni abbiamo contattato circa 99mila persone di età compresa tra i 50 e i 74 anni, in tutto il territorio provinciale.

Nei casi di positività (circa il 6%) riscontrati negli utenti che hanno accettato di sottoporsi al test, si è proceduto all’esecuzione tempestiva della colonscopia in uno dei tre centri del programma: Belcolle, Civita Castellana e Tarquinia.

È doveroso evidenziare che tramite lo screening emerge un problema di salute ogni cinque persone che si sottopongono alla coloscopia, tramite Cup uno ogni 20 persone. Questo ci dice chiaramente che c’è un tasso elevatissimo di richieste inappropriate per tale prestazione che contribuisce ad elevare i tempi di attesa a discapito, soprattutto, di chi di quella prestazione ha realmente bisogno.

Un’ultima, opportuna, considerazione va fatta ricordando che l’ambulatorio di Gastroenterologia dell’ospedale di Belcolle nell’aprile 2015 è stato oggetto di un furto di importanti strumentazioni necessarie proprio per effettuare le coloscopie e le gastroscopie.

Da subito l’azienda si è prodigata affinché il nostro servizio potesse mantenere gli stessi livelli di attività assicurati fino a quel momento all’utenza e ha fatto in modo che la strumentazione sottratta fosse rimpiazzata con l’acquisto di analoghi macchinari.

Cosa che è avvenuta lo scorso 23 dicembre quando la nuova strumentazione è stata messa a disposizione della equipe della Gastroenterologia. Questo ci permetterà di incrementare il volume delle attività erogate, ma, ripeto, sempre nell’ottica dell’appropriatezza e cercando di soddisfare i reali bisogni di salute dei nostri utenti.

Roberto Faggiani


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30 dicembre, 2015

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