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Viterbo - Potranno scegliere loro la destinazione - In forse una di loro che potrebbe restare un po' di più per la catalogazione dei beni

Le clarisse di santa Rosa se ne vanno

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Pietro Grasso nel monastero delle clarisse

Pietro Grasso nel monastero delle clarisse 

Pietro Grasso nel monastero delle clarisse

Pietro Grasso nel monastero delle clarisse 

Pietro Grasso nel monastero delle clarisse bacia il cuore di Santa Rosa

Pietro Grasso nel monastero delle clarisse bacia il cuore di Santa Rosa 

Pietro Grasso nel monastero delle clarisse

Pietro Grasso nel monastero delle clarisse 

Pietro Grasso nel monastero delle clarisse

Pietro Grasso nel monastero delle clarisse 

La basilica di Santa Rosa

La basilica di Santa Rosa 

Viterbo – Le clarisse di santa Rosa se ne vanno.

Al loro posto arrivano le suore francescane Alcantarine che già a settembre erano andate a visitare il convento.

Il destino sembra segnato, quindi, almeno per due di loro, che saranno trasferite in un altro convento. Con l’opzione, però che potranno scegliere loro la destinazione.

Per la terza clarissa, invece, si sta tentando la strada di una proroga. Avendo vissuto tantissimo nel convento, infatti, sarebbe d’aiuto alle Alcantarine per la catalogazione degli oggetti e dei beni contenuti nella basilica dove potrebbe essere allestito un museo.

Ma questo è ancora da decidere.

Si è tentato in tutti i modi di non spostare le ultime tre clarisse rimaste e integrarle con altre dello stesso ordine, ma non ce ne sono più molte e l’opzione non è quindi fattibile.

La congregazione delle Alcantarine arriva quindi a Viterbo. E’ stata fondata a Castellammare di Stabia nel 1870 dal sacerdote italiano Vincenzo Gargiulo.

Nel 1874 ha ottenuto l’approvazione diocesana dal vescovo Francesco Saverio Petagna.

Lo scopo iniziale delle alcantarine era istruire le ragazze povere. Oggi, alla loro attività, hanno unito la catechesi, le opere parrocchiali, servizio per le persone in difficoltà.

Le suore uscenti, le Clarisse urbaniste, rappresentano il secondo ordine francescano fondato nel 1212 da san Francesco e santa Chiara d’Assisi.

Si chiamano urbaniste perché non seguono la regola originale di papa Innocenzo IV nel 1253 che prevede l’obbligo di clausura. Nel 1263 fu approvata, invece, una nuova regola con una bolla di Urbano IV (da qui il nome) che permette alle religiose di possedere beni in comune.


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10 dicembre, 2015

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