Viterbo – (r.s.) – “Con dieci milioni di euro abbiamo cambiato la città”.
La riqualificazione di valle Faul, la trasformazione di via Genova e la pensilina in piazza Martiri d’Ungheria (video – fotocronaca – slide).
Sono alcuni dei progetti realizzati con Plus, il piano locale urbano di sviluppo. Tre gli obiettivi. Rivitalizzare il centro storico, rafforzare le attività economiche e commerciali e potenziare le infrastrutture e i servizi di trasporto.
Questo pomeriggio, il convegno conclusivo al polo culturale di valle Faul. Si tirano le somme dopo due anni di lavori.
E mentre via Genova è pronta da un anno e la pensilina al Sacrario è illuminata da Natale, bisognerà aspettare ancora qualche mese per ammirare il nuovo volto di valle Faul. Qui ascensori, bar, fontane e aree giochi. E’ tutto pronto. Manca solo qualche dettaglio.
Ad aprire il convegno l’assessore ai lavori pubblici, Alvaro Ricci.
“Non è stato semplice – dice Ricci -, ma ce l’abbiamo fatta. È stato un intervento importante. Con dieci milioni di euro abbiamo cambiato volto a questa città. Non voglio fare polemiche e per questo è giusto che ricordi che il progetto Plus è nato dalla precedente amministrazione. Da via Genova al Sacrario a valle Faul. Il progetto Plus ha incontrato anche il teatro dell’Unione. Con un milione e mezzo si metterà così fine ai lavori del teatro cittadino.
La pensilina di piazza Martiri d’Ungheria – continua – è stato un intervento estremamente discusso. A qualcuno piace, ad altri no. Ma qui i turisti, appena entrati in città, potranno interagire direttamente con gli operatori e avere le primissime informazioni sulla città dei Papi”.
Non solo. La pensilina è anche un posto dove poter esporre prodotti tipici e organizzare mostre di arte contemporanea. Un’operazione importante che presto porterà anche a rivalorizzare il bar comunale del Sacrario.
“Valle Faul è diventata un posto magico – afferma Ricci -. Un luogo di scambio, incontro e commercio. Per questo l’idea è quella di collocare qui il mercato del sabato. La valle si collega poi al parcheggio di piazza Martiri d’Ungheria con un’ascensore panoramica. E ancora, accanto agli scavi archeologici abbiamo realizzato un centro servizi. Poi la rivalorizzazione della piazza e l’ampliamento del verde”.
Ma l’intervento più atteso è il collegamento tra valle Faul e piazza san Lorenzo. “I due ascensori – continua – non solo hanno una capienza di dodici persone ma anche una velocità impressionante. In venticinque secondi si arriva al duomo. Le idee per sviluppare la città ci sono. In futuri si dovrà anche lavorare sulla rotatoria di via Genova e sui parcheggi appena fuori le mura”.
Impossibile non riferimento all’atto vandalico della scorsa notte in via Chigi, dove è stato dato fuoco a un varco elettronico. Ricci attacca: “C’è una piccola, anzi piccolissima minoranza che non vuole lo sviluppo della città. Ciò è vergognoso e preoccupante. Ma non ci facciamo intimorire”.
Presente anche Giovanni Bastianelli, dell’agenzia regionale per il turismo del Lazio. “Viterbo – sottolinea – ha ottenuto il finanziamento Plus più alto tra le città del Lazio. La Tuscia è un importante territorio turistico ed è dal capoluogo che deve partire la valorizzazione, sia per far risplendere la provincia che la regione. Per fare questo serve passione, orgoglio e coraggio. Virtù che non vi mancano. Soprattutto il coraggio. Penso all’esposizione della macchina di santa Rosa all’Expo di Milano”.
Per la parte tecnica, gli interventi del dirigenti del settore lavori pubblici Giovanni Cucullo e del responsabile del coordinamento tecnico dell’ufficio Plus, Massimo Gai. Entrambi hanno sottolineato i tempi record di conclusione dei lavori: duemila giorni.
A chiudere il convegno, il sindaco Leonardo Michelini. “Stiamo consegnando alla città – dice – un intervento importante. Un grazie va alla vecchia amministrazione che ha ottenuto il finanziamento. Da parte nostra c’è stata tanta passione per terminare gli interventi in tempo utile”.
Poi il colpo di teatro. “Viterbo non si cambia con in Plus – afferma -. Questo è un semplice incentivo a migliorare. Abbiamo cambiato la città e ora è importante cambiare i Viterbesi. Bisogna scoprire il senso della scommessa, senza rimpiangere il passato ma guardando al futuro. Il processo di crescita e innovazione non si deve arrestare. Dal centro storico lo sguardo si deve spostare su tutta la città, fino ad arrivare alle periferie”.
Poi tour guidato tra valle Faul, il Sacrario e piazza san Lorenzo. Con Alvaro Ricci provetto Cicerone.
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