Viterbo – Non potrà avvicinare il figlio di cinque anni.
E’ il provvedimento che il tribunale di Viterbo ha emesso su una madre trentenne e sul compagno per violenza sessuale sul suo bambino.
I presunti abusi, emersi dopo le indagini della squadra mobile, sarebbero andati avanti per almeno due anni, dal 2013, in un paese della provincia.
A far scattare l’inchiesta, una segnalazione dei servizi sociali. Gli agenti coordinati da Fabio Zampaglione, sezione specializzata in reati sessuali su minori, hanno ascoltato il piccolo in questura, alla presenza di psichiatri infantili.
Lo scenario emerso è inquietante: il bambino sarebbe stato costretto a subire atti sessuali dalla mamma, o a guardarla mentre lei e il compagno avevano rapporti.
Alla donna è contestata anche l’accusa di maltrattamenti in famiglia, per aver legato il piccolo sul seggiolone e picchiato.
I poliziotti hanno inoltrato alla procura una dettagliata informativa, in base alla quale il pm Chiara Capezzuto ha chiesto i provvedimenti al tribunale, firmati dal gip Salvatore Fanti.
Il bimbo adesso è affidato al papà.
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