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Viterbo - Il vescovo Fumagalli ha aperto la porta santa del Giubileo al duomo

“La misericordia ci cambia la vita”

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Viterbo - Giubileo - Il vescovo Fumagalli ha aperto la porta santa

Viterbo – Giubileo – Il vescovo Fumagalli ha aperto la porta santa

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Viterbo – Giubileo – Il vescovo Fumagalli ha aperto la porta santa

Viterbo - Giubileo - Il vescovo Fumagalli ha aperto la porta santa

Viterbo – Giubileo – Il vescovo Fumagalli ha aperto la porta santa 

Viterbo - Giubileo - Il vescovo Fumagalli ha aperto la porta santa

Viterbo – Giubileo – Il vescovo Fumagalli ha aperto la porta santa

Viterbo - Giubileo - Il vescovo Fumagalli ha aperto la porta santa

Viterbo – Giubileo – Il vescovo Fumagalli ha aperto la porta santa

Viterbo - Giubileo - Il vescovo Fumagalli ha aperto la porta santa

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Viterbo - Giubileo - Il vescovo Fumagalli ha aperto la porta santa

Viterbo – Giubileo – Il vescovo Fumagalli ha aperto la porta santa

Viterbo - Giubileo - Il vescovo Fumagalli ha aperto la porta santa

Viterbo – Giubileo – Il vescovo Fumagalli ha aperto la porta santa

Viterbo – (g.f.) – “La misericordia, se accolta, ci cambia la vita”.

Il vescovo Lino Fumagalli apre la porta santa del Giubileo al duomo, invitando al perdono e alla misericordia (fotocronacaslide).

In tanti hanno partecipato alla cerimonia, questa sera. Affollata piazza san Lorenzo, duomo gremito.

Dalla sala del conclave, al palazzo dei Papi, in processione, verso il sagrato e poi di fronte all’ingresso del duomo.

Il vescovo Fumagalli, solennemente ha aperto la porta, inginocchiandosi subito dopo all’ingresso.

Anche a Viterbo il Giubileo della misericordia voluto da papa Francesco è aperto.

“Mi auguro – dice il vescovo durante la celebrazione seguita all’apertura – che questo sia l’anno del perdono.

Deponiamo vecchi ricordi, preconcetti e offese del passato che rendono tristi mente e cuore.

Il papa ci invita a opere di misericordia. La vita è difficile per tutti, ma quanto è bello se anche nella nostra difficoltà riusciamo a pensare a chi è più in difficoltà di noi”.

Il vescovo suggerisce un gesto concreto, suggerito dalla vicinanza delle feste.

“Da stasera prendiamo uno scatolone e mettiamoci dentro ogni giorno qualcosa per i nostri fratelli.

Poi, attraverso la parrocchia, doniamolo.

E’ un piccolo segno. Perché magari non possiamo risolvere i problemi agli altri, ma almeno possiamo rendere meno triste il giorno di Natale.

Questo lo possiamo fare”.

Poi l’invito a visitare gli anziani. “Hanno bisogno di tutto, quando sono soli. Farà bene più a noi che alle persone visitate”.

E’ una domenica di gioia per il vescovo. Ma non può non ricordare chi nella difficoltà non ce l’ha fatta.

“Abbiamo avuto cinque suicidi – ricorda il vescovo – viene da chiedersi, perché non hanno chiamato il vescovo, il sacerdote. Il loro non era un gesto responsabile, adesso saranno in paradiso,ma che tristezza per tutti noi.

Nessuno può sentirsi esonerato da questa responsabilità”.


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13 dicembre, 2015

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