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Viterbo - Mauro Mazzola in risposta alle rappresentanze sindacali della polizia provinciale

“Polizia provinciale, qualcuno vuole andare allo scontro”

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Mauro Mazzola

Mauro Mazzola 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Mai sopra le righe e mai una minaccia. Nella vita esistono però diritti e doveri. E quindi, quando si ricevono i diritti è giusto pretendere impegno, professionalità, attaccamento al lavoro e risultati.

Ricominciamo da capo. A maggio sono eletto presidente e nessuno della polizia provinciale mi ha chiesto cosa pensassi delle nuove normative. Dopo alcune settimane partecipo a un evento all’Università degli Studi della Tuscia, insieme al presidente Nicola Zingaretti, e, senza essere avvertito, mi trovo davanti a un gruppo di manifestanti della polizia provinciale che protestava contro Zingaretti.

Un intervento a gamba tesa nei miei confronti. A distanza di poco tempo, a palazzo Gentili si svolge un’iniziativa cui partecipa un sottosegretario. Anche in questa occasione, senza essere informato, si accende la protesta. Un atteggiamento incomprensibile, anche perché, se non sbaglio, come presidente sono il capo della polizia provinciale.

Oltretutto, non ho notizia che in altre province si è iniziato a protestare in piazza prima di avere avuto un dialogo con la propria amministrazione provinciale. Ho pensato: “Questi si sentono proprio un’entità autonoma totalmente avulsa dai vertici istituzionali della Provincia”.

Nonostante ciò, sono riuscito ad aprire un dialogo, concordando che mi sarei fatto carico di portare le loro, le nostre istanze, tramite direttivo Upi nazionale, all’attenzione di regione e governo. Ho ottenuto, grazie anche all’impegno di consiglieri regionali e parlamentari del territorio, delle aperture sostanziali per trovare una via di uscita al problema. Infatti, in tutte le nuove proposte di legge di stabilità sono inseriti questi emendamenti.

Mi chiedo quindi, perché da parte di alcuni ci sia la volontà di andare allo scontro. Se il presidente parla è perché ha il diritto di esternare il proprio pensiero e la realtà dei fatti. Oltretutto lo fa perché ne ha cognizione di causa, o perché alcuni ufficiali si sono espressi dichiarando che mai si sognerebbero di andare nella polizia locale.

Se qualcuno ce l’ha con me esca allo scoperto. Ma non accetto che ci si nasconda dietro un dito o dietro ai loro colleghi che sono preoccupati per il loro futuro. Ritengo che ci sia uno scontro tra due modi di pensare: il mio, che è quello del rispetto delle regole gerarchiche e dell’etica e degli obblighi professionali, come in tutte le polizie locali; e quello, che da un po’ di tempo sta succedendo, di essere più autonomi e autoreferenziali.

Ricordo le mie dichiarazioni appena eletto: “Io sono qui per amministrare e riorganizzare e non per liquidare’ e quindi, sia ben chiaro, io svolgerò fino in fondo il mio ruolo di presidente della provincia in tutte le sue funzioni.

Mauro Mazzola
Presidente della Provincia


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19 dicembre, 2015

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