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Viterbo - L'isola che non c'è - Fondazione tira le somme: 107 associazioni presenti, 89 hanno parlato

“Tutto è politica ma non è stato un incontro partitico”

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Fondazione: da sinistra Santucci, Barbieri e Talotta

Fondazione: da sinistra Santucci, Barbieri e Talotta

Roberto Talotta

Roberto Talotta

Gianmaria Santucci

Gianmaria Santucci

Paolo Barbieri

Paolo Barbieri

Santucci e Barbieri

Santucci e Barbieri

Viterbo – (g.f.) – “Tutto è politica, ma non è stato un incontro partitico”.

L’isola che non c’è, adesso c’è e a due giorni dall’iniziativa di Fondazione, Paolo Barbieri tira le somme.

“Siamo soddisfatti – spiega Barbieri – a partire dagli interventi, come quello del presidente della provincia Mauro Mazzola”.

Nessuno dal comune, invece, a cominciare dal sindaco Leonardo Michelini. Era stato invitato.

Gianmaria Santucci preferisce puntare sui numeri: “Abbiamo avuto 107 associazioni, 89 siamo riusciti a farle parlare. Il materiale che stiamo condividendo sui social ha avuto 9.183 visualizzazioni e 893 condivisioni”.

Non era una prova tecnica di candidatura alle prossime comunali. Qualcuno lo ha maliziosamente ipotizzato.

“Quale campagna elettorale – si domanda Santucci – molta gente non era nemmeno di Viterbo, sarebbe stata una campagna sbagliata”.

Conferma gli assenti, comune e Movimento 5 stelle. Questi ultimi avevano comunicato la non partecipazione. A differenza dei primi. Anzi. “Qualche amministratore informalmente aveva detto che avrebbe partecipato”.

Meglio concentrarsi sui presenti. “Mazzola, Panunzi, Sabatini – continua Santucci – sono venuti dando il loro contributo.

Poi Alfonso Antoniozzi, con il quale abbiamo aperto. Sono felice che abbia partecipato. Non voleva salire sul palco sapeva che poteva essere male interpretato.

Quindi la telefonata con Alfio Marchini. Perché è il solo candidato sindaco di Roma. Chiameremo anche gli altri.

Perché Viterbo deve costruire un rapporto organico con la capitale. Inutile altrimenti fare gemellaggi con il mondo senza un’alleanza sistematica con Roma”.

Questo era solo l’inizio. “Adesso tutto il materiale raccolto sarà riunito su temi comuni. Con questo costruiremo il brainstorming vero e proprio, in un modo ancora più innovativo che nella Tuscia non si era mai visto”. Mentre Roberto Talotta punta sulla partecipazione dei cittadini.

“Tanta gente comune – osserva Talotta – per affrontare problemi di una città che sta soffocando. La gente vuole fatti concreti”.


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1 dicembre, 2015

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