Vallerano – Più di 250mila euro ‘soffiati’ a un’anziana zia nel giro di un anno. O almeno questa è l’accusa rivolta a due fratelli di Vallerano, indagati per circonvenzione di incapace.
Secondo la procura di Viterbo, avrebbero eseguito “atti idonei” ad appropriarsi di una parte consistente del patrimonio di una zia ultraottantenne. Fatti compresi tra il 2013 e il 2014.
Congelati i conti correnti dalla finanza, dopo la richiesta di sequestro preventivo del pm Paola Conti firmata dal gip Salvatore Fanti. Gli inquirenti chiedevano di mettere i sigilli anche ad alcuni immobili. Per il tribunale del Riesame non dovevano essere sequestrati nemmeno i conti.
Il collegio viterbese ha annullato il provvedimento e disposto il dissequestro totale dei conti, dopo il ricorso dell’avvocato Fausto Barili.
La denuncia era partita dall’amministratore di sostegno della signora, avallata da alcuni dei 16 nipoti dell’anziana: una donna benestante con diversi terreni e proprietà che i due fratelli indagati, secondo la difesa, si sarebbero semplicemente limitati a gestire per conto della zia fino a prima che fosse nominato l’amministratore di sostegno, aiutandola a conservare quel patrimonio e a farlo fruttare.
Per la difesa, nessuna prova che la signora fosse incapace di intendere e di volere, presupposto dal quale sarebbe invece partita l’autorità giudiziaria per ipotizzare la circonvenzione d’incapace.
L’indagine continua.
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