Viterbo – (g.f.) – “Ci sono un segretario regionale, un vice nazionale e la classe dirigente al completo. Sapranno individuare le scelte migliori per quello che gli compete”.
Crisi in comune, oggi a Roma è il grande giorno e Giuseppe Fioroni ostenta ottimismo.
Allo stesso tavolo si vedono Lorenzo Guerini, Fabio Melilli e i viterbesi Andrea Egidi, Stefano Calcagnini, Lisetta Ciambella e Francesco Serra.
La missione è quasi impossibile: evitare la caduta dell’amministrazione Michelini.
Tuttavia il parlamentare Pd ha fiducia nelle persone chiamate a districare la matassa: “Ci sono persone capaci e competenti, esiste una classe dirigente del partito che ormai è matura e sa prendere le proprie decisioni.
Cresce autonoma nelle proprie decisioni”.
Fioroni è sereno. “Io non mi occupo di queste cose”.
Non si cura di Viterbo, la città è affidata in buone mani.
Di conseguenza, nulla da dire pure sulle polemiche politiche che stanno investendo il comune, sulla tormentata direzione provinciale Pd dove la sua parte è stata messa in minoranza o sulle dichiarazioni di Ugo Sposetti.
Il senatore Pd, senza mai nominarlo, gli imputa d’avere, nel lontano 1995, favorito la vittoria della destra a Viterbo, inaugurando un ciclo che si è chiuso, ma solo in parte, nel 2013.
Arriva Michelini, ma si porta dietro una bella fetta di centrodestra. La storia continua.
“Non mi occupo di storia, faccio politica – taglia corto Fioroni – non commento di conseguenza interviste storiche”. E’ pur sempre uno storico commento.
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