Ronciglione – (s.m.) – Ora li vedete così, ma niente paura: domani i carri saranno pronti per sfilare. Parola di “Schiumaroli”.
Ha scelto questo nome uno dei gruppi mascherati ronciglionesi al lavoro al cantiere del Carnevale: un immenso capannone alla zona artigianale di Ronciglione. Il backstage della festa. Un laboratorio in piena attività (fotogallery – slide – Il programma del Carnevale di Ronciglione).
Qui il Carnevale si costruisce con le mani, la colla a caldo, la carta pesta e tanta buona volontà. Gli artigiani dei carri allegorici sono tutti volontari a costo zero, la maggior parte ventenni, animati solo dall’entusiasmo di mantenere in vita una tradizione che si regge sulle loro giovani spalle. A Ronciglione non ci sarebbe Carnevale senza “i carnevalari”. Non a caso è “il Carnevale più bello ed economico”, secondo il Corriere della sera e altri giornali nazionali che così lo hanno definito, in una statistica dell’anno scorso.
La comitiva dei costruttori dei carri è assortita. C’è chi mette il tempo, chi l’energia, chi le idee e un po’ di estro. Solo qualcuno coi capelli bianchi mette anche l’esperienza. I più giovani, come il gruppo degli “Schiumaroli” o dei “Giuggiolò”, sono ‘artisti per caso’ che hanno ricevuto i fondamentali da un artista per passione e professione: Rinaldo Capaldi, un maestro nella lavorazione della cartapesta e nell’allestimento dei carri allegorici.
Braccia prestate al Carnevale che lavorano sodo: da novembre sono rinchiusi dentro il capannone a saldare, incollare e verniciare dal pomeriggio alla sera e lo faranno fino all’ultimo, visto quanto c’è ancora da fare. Ognuno ha il lavoro e i suoi impegni, ma appena possibile corrono al ‘cantiere dei carri’. Il regno della cartapesta e del polistirolo, con i ‘fantasmi’ dei vecchi carnevali che nessuno ha buttato via, come la sfinge di Rinaldo Capaldi sul carro degli egiziani o uno dei dragoni dell’anno scorso.
Qualcosa è pronto: i cavali di carta pesta sono finiti, il circo è a buon punto e i Nasi Rossi (la tradizionale maschera ronciglionese, che distribuisce rigatoni al sugo in un pitale) sono a posto. Il resto, ancora a pochi giorni dall’inizio della festa, è un caos di oggetti che vivono una vita provvisoria, destinati a diventare qualcos’altro. I fogli bianchi di gommapiuma aspettano solo di essere modellati e colorati, mentre le strutture sui pianali dei carri, per ora ‘scheletri’ di ferro, saranno l’invisibile impalcatura che sorregge lo spettacolo. La metamorfosi avverrà in pochi ultimi giorni (e notti) di fatica matta e disperatissima: Re Carnevale arriva domani e non aspetta.
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