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Viterbo - Il neuropsichiatra infantile e fondatore dell'associazione Eta Beta morì il 5 gennaio del 2006

Dieci anni senza Giorgio Schirripa

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Giorgio Schirripa

Giorgio Schirripa

Viterbo – Dieci anni senza Giorgio Schirripa.

Il neuropsichiatra infantile e fondatore dell’associazione Eta Beta mori il 5 gennaio del 2006 a Belcolle dopo una lunga malattia.

E’ stata una delle personalità più attente al disagio e ai diritti dei cittadini svantaggiati.

Per anni è stato un punto di riferimento della comunità viterbese per tutto ciò che riguardava i bambini affetti da malattie psichiche.

A distanza di anni, tutti lo ricordano per la sua sensibilità, per la dolcezza dei modi e per le sue capacità professionali fuori dal comune. Chi lo ha conosciuto ha avuto modo di cogliere la dolce intelligenza del suo sguardo. Una personalità che ha lasciato un segno profondo di umanità e sensibilità.

Ha svolto per anni la professione di neuropsichiatra infantile, intrattenendo rapporti con istituzioni e associazioni e adottando metodi innovativi per quanto riguarda la riabilitazione dei suoi giovani amici-pazienti.

53enne, calabrese di Martone, si era specializzato in neuropsichiatria infantile alla Sapienza di Roma. E’ stato uno degli allievi prediletti di Giovanni Bollea. E’ stato direttore dell’unità operativa complessa di neuropsichiatria infantile della Asl di Viterbo e ha rivoluzionato il sistema di assistenza delle persone disabili, mirando alla loro massima integrazione, evitando ogni forma di istituzionalizzazione soprattutto per quei ragazzi che presentano patologie definite “gravi”.

E’ stato docente di riabilitazione motoria e cognitiva del corso di psicologia alla facoltà di Scienze della formazione dell’università degli studi di Urbino “Carlo Bo”.

Ha insegnato nel corso per educatori professionali per l’istituto Progetto uomo, università pontificia Salesiana. Nel campo della riabilitazione, si è occupato particolarmente di paralisi cerebrali infantili con ricerche sia a livello nazionale che internazionale.

Ha fondato l’associazione Eta Beta che ha individuato percorsi assistenziali riabilitativi innovativi, realizzati con iniziative ludico-teatrali e sportive. Particolare attenzione ha dedicato allo sviluppo del teatro integrato attraverso la realizzazione di laboratori, spettacoli, convegni, seminari e mostre. Scrisse anche un libro “Caro Francesco”, raccolta di lettere-fiaba, corredate da disegni e scritte durante i suoi soggiorni all’estero.


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6 gennaio, 2016

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