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Viterbo - 13mila alla Rocca Albornotz - Ministero Beni culturali - Classifica 2015 infarcita d'errori

In un anno 84mila visitatori a Villa Lante

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Il Museo nazionale Etrusco alla rocca Albornoz - La biga di Castro

Il Museo nazionale Etrusco alla rocca Albornoz – La biga di Castro 

Bagnaia - Villa Lante- La fontana dei mori senza acqua

Bagnaia – Villa Lante – La fontana dei mori 

Beni culturali - La graduatoria sballata del ministero

Beni culturali – La graduatoria sballata del ministero

Dario Franceschini

Dario Franceschini 

Beni culturali - La graduatoria sballata del ministero

Beni culturali – La graduatoria sballata del ministero

Beni culturali - La graduatoria sballata del ministero

Beni culturali – La graduatoria sballata del ministero

Viterbo – (g.f.) – Il Colosseo, gli scavi di Pompei e gli Uffizi.

Musei italiani, sono questi i tre siti più visitati d’Italia nel 2015, secondo il ministero dei Beni culturali.

Sei milioni e mezzo di visitatori al circuito archeologico del Colosseo (44 milioni e 613mila euro d’incasso), quasi tre milioni a Pompei (23 milioni 634mila euro d’incasso) e quasi due milioni agli Uffizi (11 milioni 800mila euro d’incasso).

Anche se l’attrazione più visitata d’Italia è gratuita: il Pantheon a Roma: 7 milioni 496 mila persone nel 2015.

E Viterbo? Per trovare il sito più ricercato, occorre scendere fino alla cinquantesima posizione, con la basilica di San Francesco: 111mila 400 visitatori in un anno.

Poco più in basso, posizione numero 54, Villa Lante a Bagnaia, 84.425 visitatori per un incasso di 182.447 euro.

Sempre che sia la Villa Lante giusta. Perché il ministero la piazza a Viterbo, regione Campania. Come ragionamento non fa una piega. Pompei sempre per i Beni culturali è in Sardegna.

Palazzo Farnese a Caprarola nel 2015 ha avuto 63.229 visitatori, con un incasso di 196mila 864 euro

Più in basso la necropoli di Tarquinia con 43.737 paganti (115.665 euro) e ancora più giù, sempre a Tarquinia, il museo archeologico nazionale. 22.779 visitatori, per un incasso di 34.496 euro.

Pure in questo caso, sempre che non si tratti di un’omonima Tarquinia e relativo museo, che nella classifica risulta in Emilia Romagna, non nel Lazio.

Scendendo ancora c’è l’anfiteatro romano di Sutri, con 21.885 visitatori. Diversamente da quanto tutti immaginano, Sutri non si è nel Lazio, bensì in Basilicata.

Quindi Tuscania con la chiesa di san Pietro: 17.200 visite. Tuscania non nel Lazio, ma nel Molise. Bontà del ministero.

Il museo archeologico di Vulci ha avuto nel 2015 16.290 visitatori (16.584 euro d’incasso). Museo di Vulci che si trova ovviamente a Canino, in Abruzzo.

Il ministero ci ha tolto Canino e Tuscania, ma ha compensato con Grosseto. Che è nel Lazio. Purtroppo però Roma è in Toscana, ma anche in Campania, Lombardia e Calabria.

Tornando alla Tuscia, il santuario Madonna della Quercia ha avuto 14.500 visite. La Quercia, Viterbo che notoriamente è in Toscana.

A Tuscania, invece, la chiesa di Santa Maria Maggiore è stata vista da 14.400 persone. Tuscania che si trova in Basilicata, diversamente dalla Tuscania della chiesa di san Pietro, in Molise.

Il Museo Nazionale della Rocca Albornotz è stato visitato da 13.002 persone nel 2015, incassando 22mila euro. Museo che si trova a Viterbo, capoluogo di provincia della Toscana. A Civita Castellana, il museo archeologico dell’Agro Falisco e Forte Sangallo ha totalizzato 6.195 visitatori e a Oriolo, palazzo Altieri è a quota 5.903 (8.604 euro d’incasso).

In classifica c’è anche l’area Foro e Domus della città romana di Volsinii, con 4.565 visitatori. A Bolsena, in Piemonte.

Il sito meno visto della Tuscia, ma si capisce bene il perché visto che è inaccessibile per larga parte dell’anno, è Ferento. Solo 1.868 visitatori. Forse anche perché è difficile da raggiungere. Si trova a Viterbo, in Molise.

La classifica è stata presentata dal ministro Dario Franceschini che ha sottolineato come l’anno appena concluso sia stato d’oro per i musei italiani: 43 milioni di visitatori e incassi per 155 milioni.

Anno d’oro per i musei e nero per la geografia.

Oltre a quelli già citati, Firenze in graduatoria è in Campania, Trieste in Toscana, Roma in Piemonte, Firenze ancora nel Lazio, Milano in Toscana e Torino nel Lazio. Tanto per fermarsi alla prima pagina.

Un suggerimento a Franceschini: utilizzi parte degli introiti per andare a ripetizione di geografia.


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16 gennaio, 2016

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