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Roma - Firmato made in Tuscia, è impastato con farine di Viterbo e Tarquinia

Pane del Giubileo prodotto in quaranta forni

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Il pane del Giubileo made in Tuscia

Il pane del Giubileo made in Tuscia

Il pane del Giubileo made in Tuscia

Il pane del Giubileo made in Tuscia

Roma – Pane del Giubileo prodotto in quaranta forni. Firmato made in Tuscia, è impastato con farine di Viterbo e Tarquinia.

Dall’8 dicembre almeno quaranta forni a Roma producono il cosiddetto pane dell’accoglienza, che può essere pagato e lasciato in sospeso per i poveri. Un po’ come si fa con il caffè a Napoli.

E’ un’iniziativa per il Giubileo dei panificatori della Confederazione nazionale dell’artigianato (Cna) della Capitale. Una croce sarà segnata sulle forme di pane per lasciarle a disposizione dei pellegrini che vengono a Roma o dei più poveri.

Gli ingredienti del pane del Giubileo. Lievito, sale e tre tipi di farina. Due di queste farine vengono dalla Tuscia. Rigorosamente macinate a pietra, sono prodotte nelle campagne di Viterbo, Tarquinia e Cerveteri.

L’impasto, fatto lievitare per sei o sette ore, viene poi diviso in piccole pagnotte da mezzo chilo e lasciate nuovamente lievitare per altre due ore. Sulla crosta la croce francescana, il Tau. Per il pane del Giubileo è stimata una quantità giornaliera di ottanta-cento chili. Il costo è di due euro.


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9 gennaio, 2016

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