Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – Solo qualche anno fa, pochi credevano che il territorio dell’Alta Tuscia sarebbe tornato ad avere un presidio sanitario adeguato a un’area di confine.
Invece, l’anno che si è appena chiuso, il 2015, ha visto ripristinato un servizio essenziale quale l’ospedale di Acquapendente.
Ciò è stato possibile grazie a una mobilitazione spontanea senza precedenti da parte di cittadini, comitati e associazioni locali oltre al lavoro corale e coordinato del Partito democratico.
La piena riapertura dell’ospedale, tecnicamente ospedale di area particolarmente disagiata, permette di avere servizi sanitari essenziali per tutti i cittadini: un pronto soccorso con anestesisti h24 ed elisoccorso, 20 posti di medicina, 10 di chirurgia-radiologia, laboratorio analisi e poliambulatori specialistici.
C’è ancora molto da fare ma obiettivi concreti e significativi sono stati raggiunti. Il lavoro effettuato è partito da lontano e non è stato frutto di improvvisazione bensì della mobilitazione corale e coordinata del Pd in tutte le sue articolazioni territoriali e istituzionali.
Dell’amministrazione comunale di Acquapendente, che a partire dal 2007 ha prodotto documenti condivisi in consiglio comunale anche dalle forze di opposizione, oltre che dalle altre amministrazioni comunali del territorio; della giunta Zingaretti che ha saputo cogliere le istanze del nostro territorio traducendole nel decreto che ha inserito il nostro ospedale tra quelli delle aree svantaggiate;
del deputato Alessandra Terrosi che ha presentato interrogazioni parlamentari riguardanti l’ospedale di Acquapendente e gli altri presidi ospedalieri situati in zone svantaggiate, chiedendo per queste aree particolare attenzione e stimolando una riflessione sulla necessità di derogare anche ai numeri pur di garantire il diritto dei cittadini ad accedere a servizi sanitari di qualità.
Il lavoro corale e coordinato è stato lungo, ma ha permesso la riapertura dell’ospedale.
Va adesso continuato per garantire nel tempo il mantenimento dei servizi già attivi e la loro implementazione.
Non servono quindi prime donne che tentano di attribuirsi meriti esclusivi, forze politiche che hanno fatto della improvvisazione su questo come su altri argomenti, la loro cifra espressiva.
Il coordinamento circoli Pd Alta Tuscia ringrazia i propri rappresentanti, i cittadini, i comitati, le associazioni e quanti altri hanno fornito il loro contributo permettendo così di mantenere alta l’attenzione politica e istituzionale su questa vicenda.
Tra i primi obiettivi del coordinamento circoli Pd Alta Tuscia del nuovo anno, c’è quello della definizione e attuazione degli interventi di salvaguardia del lago di Bolsena e del territorio circostante, anche attraverso l’attuazione di un contratto di lago che coinvolga l’intero comprensorio.
Su questa tematica il coordinamento ha già attivato degli incontri, ha partecipato alla iniziativa pubblica che il Pd di Acquapendente ha organizzato lo scorso 18 dicembre e continuerà proponendo nuovi momenti di confronto per acquisire i contributi che consentano la elaborazione di una strategia di sviluppo sostenibile per il nostro territorio.
Coordinamento Circoli PD Alta Tuscia
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