Viterbo - Comune - Crolla la maggioranza - Giovanni Arena (FI) contro l'amministrazione: "Devono ringraziare la precedente per tutti i progetti lasciati"
di Giuseppe Ferlicca
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 Giovanni Arena |
Viterbo – “Hanno voluto la grossa coalizione e adesso ne pagano le conseguenze. Del resto, democristiani e comunisti difficile che riescano a governare… “.
Crisi in comune, Giovanni Arena, coordinatore comunale di Forza Italia la butta un po’ sullo scherzo, anche se è cosciente che per la città il blocco a palazzo dei Priori è tutt’altro che uno scherzo e in quest’ottica, l’arrivo di un commissario non lo vede in modo negativo. Anzi, farebbe meglio di una maggioranza che maggioranza non è.
“Si sono trascinati problemi – dice Giovanni Arena – che questa coalizione ha avuto fin dall’inizio e che col tempo sono implosi all’interno della maggioranza. L’avere formato il movimento Moderati e Riformisti, con riferimento Fioroni, ha acuito le tensioni. Senza contare la vicenda dei revisori dei conti. Se è stato pure presentato un esposto, non aiuterà di certo la ricomposizione”.
Se ne esce secondo lei?
“Mi auguro che la crisi si risolva. In un modo o nell’altro. La situazione comincia a essere pesante per la città. Ho avuto modo di verificarlo anche di persona”.
In che modo?
“Parlando con il personale del comune. C’è uno stallo anche sulla normale attività. Oltre alla crisi hanno pure effettuato il cambio di competenze a livello dirigenziale. Di sicuro qualcosa che viste le difficoltà attuali poteva essere rinviato. Oggi chi era a capo di un settore ne guida uno nuovo. Ci sono lavori da portare a termine, procedure in sospeso. L’amministrazione procede in modo lento, perché il normale momento di rodaggio si somma alla crisi. E tutto si complica. Pure l’ordinaria amministrazione”.
Quindi?
“I viterbesi non possono aspettare che nei vari incontri romani discutano della crisi politica, senza certezze sul futuro. La città non merita questo stillicidio d’incontri che non portano a nulla. Una situazione penosa in cui pesa l’incapacità di trovare un’intesa. Io ripeto, auspico una soluzione a breve, qualunque essa sia”.
Pure il ritorno alle urne?
“Fra un’intesa che al momento ancora non vedo e il ritorno alle urne, questa maggioranza può anche cercare un accordo di programma a breve o medio termine. Per il bene della città. Realizzare punti necessari e quindi si ritorna alle urne. Facciano quello che vogliono, ciò che è inaccettabile è che si lasci tutto così, in sospeso”.
Come valuta la gestione della crisi da parte di Michelini? In altri tempi, quando ci fu la rottura con un partito, Forza Italia, l’allora sindaco Gabbianelli non ci pensò troppo. Mandò fuori dalla giunta i due assessori di riferimento, sotto Natale e senza troppi complimenti…
“Me lo ricordo bene, uno dei due ero io. Questa è una situazione diversa, con persone e impostazioni diverse. Michelini fin dall’inizio si è distinto per essere l’uomo della mediazione. Avere ad esempio cambiato spesso assessori in giunta fa capire quanto abbia dovuto trattare e quanto nella sua coalizione ci sia chi sgomiti. Anche nel Pd, fra ex Ds ed ex Margherita non si è mai trovata la giusta mediazione”.
Cosa ne pensa del lavoro portato avanti in consiglio comunale dall’opposizione?
“Tutto quello che hanno potuto evidenziare lo hanno fatto. Ritengo che stiano lavorando bene. A volte hanno avuto gioco facile, trovandosi di fronte a situazioni abnormi. La prima cosa che mi viene in mente sono le iniziative di Natale. Pista di pattinaggio, Macchina di santa Rosa in piazza, giostre. Tutte annunciate in modo roboante e poi sistematicamente saltate. E poi il viaggio senza ritorno a Milano di Fiore del Cielo. Al di là degli annunci, il teatro Unione, il Genio sono lontani dall’essere riaperti. Le tanto sbandierate riqualificazioni di piazza del Plebiscito e dell’ex tribunale sono in attesa di essere realizzate. Anche i riconoscimenti di Viterbo Città della Cultura e Città del Volontariato sono stati clamorosamente falliti”.
Michelini fra i risultati ottenuti finora annovera la nuova Macchina di santa Rosa, Gloria.
“Non mi pare un grande sforzo. E’ né più, né meno quello che hanno fatto da sempre le passate amministrazioni. A conti fatti, quella attuale dovrebbe ringraziare la precedente. Ma si sono ben guardati dal farlo alla cerimonia di conclusione dei progetti Plus. Serviti su un piatto d’argento dall’amministrazione Marini tutte opere premiate e finanziata quando ero assessore ai Lavori pubblici, poi portate avanti da Paolo Muroni. Mi piacerebbe sapere se non ci fosse stata quest’enorme eredità, come sarebbe stata ricordata la gestione Michelini”.
Per cosa sarebbe ricordata?
“Probabilmente per aver battuto tutti i record nel formare nuove giunte, per effetto di continue verifiche, per l’eccessiva litigiosità della maggioranza, per equilibri politici mai trovati o per le figuracce a livello nazionale, vedi i cartelli turistici in inglese, o per il rapporto distaccato e a volte arrogante con la cittadinanza. Tutto ciò ha fatto sì che in base ad un sondaggio realizzato durante le festività natalizie, il desiderio più diffuso da parte della cittadinanza è quello di chiudere l’esperienza amministrativa al più presto, con la certezza che chiunque verrà dopo fai meglio”.
Si sente d’escludere che da qualche consigliere di centrodestra possa arrivare un aiutino a Michelini?
“Lo escludo al cento per cento. Non credo che si siano esponenti che possano prestarsi a fare da stampella a una maggioranza sgretolata. Non lo trovo credibile. Il centrosinistra se ha i numeri governa, ma escludo qualsiasi tipo d’iniziativa dall’esterno. A mio modo di vedere, alla fine una soluzione la troveranno. Si sta muovendo il Pd a livello regionale e nazionale, qualcosa vorrà pur dire…”.
Quindi Michelin continuerà ad amministrare?
“Al momento io penso di sì, ma senza farsi troppe illusioni. Se riusciranno a superare la crisi sarà solo un’agonia che si prolunga. Non usciranno dalle sabbie mobili dove oggi si trovano e purtroppo a pagarne le conseguenze sarà ancora la città. Per questo penso che se invece, un commissario che traghettasse il comune fino alle elezioni, al contrario di una maggioranza che maggioranza non è, qualche risultato lo otterrebbe, a differenza di chi sta amministrando”.
E se invece si dovesse tornare alle urne, escludendo che possa comunque avvenire a giugno, il centrodestra è pronto?
“Non nascondo che ritrovare la compattezza non sarà facile, ma il centrodestra ha avuto esperienze di governo, ha all’interno persone capaci. Sanno che solo attraverso una soluzione unitaria si può tornare a governare la città”.
Non teme una frammentazione?
“Chiunque, me compreso, può avere ambizioni. E’ normale. Ma dobbiamo fare tutti un passo indietro, parlare di quello di cui la città ha bisogno. Senza pensare a noi ed evitando voli pindarici. Alla fine del percorso arriva la scelta su chi può rappresentare la coalizione. Chi avrà maggiori possibilità di successo, sarà quello giusto. Parlo con diversi esponenti che sono pronti a ritornare con Forza Italia e tanti giovani desiderosi d’impegnarsi”.
C’è chi si sta organizzando nel centrodestra con liste civiche. Cosa ne pensa?
“Ben vengano. Ci sono amici che ci stanno lavorando. Ma io penso che senza il supporto di partiti tradizionali non si va da nessuna parte. Posso dire che il simbolo di Forza Italia sarà presente, insieme alle altre realtà presenti, Salvini e FdI, oltre alla presenza delle civiche. Abbiamo tutte le carte in regola, senza contare un centrosinistra ridotto ai minimi termini. Starà a noi contrapporre una coalizione unita e forte”.
Giuseppe Ferlicca
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