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Rapporto Eurispes - Coldiretti - Con un indice del 29,1%, più alto di Roma e Rieti

Agromafie, Viterbo terza nel Lazio

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Roma - Coldiretti - Il ministro Martina al convegno sulle agromafie

Roma – Coldiretti – Il ministro Martina al convegno sulle agromafie 

Roma - Coldiretti - Convegno sulle agromafie

Roma – Coldiretti – Convegno sulle agromafie 

Roma - Coldiretti - Convegno sulle agromafie

Roma – Coldiretti – Convegno sulle agromafie 

Roma - Coldiretti - Convegno sulle agromafie

Roma – Coldiretti – Convegno sulle agromafie 

Viterbo – Agromafie, Viterbo è terza nel Lazio.

Nel rapporto elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità in agricoltura, la Tuscia ha un indice del 29,1 per cento. Preceduta da Frosinone, con un indice del 49,3 per cento è 15esima in Italia, quindi Latina (43,3% e 26esimo posto).

La Tuscia fa peggio anche di Roma, quarta in regione con il 26,7 per cento, mentre chiude la graduatoria delle classifiche laziali Rieti, con il 19,6 per cento.

L’indice, elaborato da Eurispes, indica la diffusione del fenomeno e piazza al primo posto in Italia Ragusa, con il 100 per cento. Seconda Reggio Calabria, terza Napoli.

Nel Lazio, fino al 30 settembre 2015 sono state sequestrate 410 aziende, su oltre tremila complessive in tutta Italia, mentre gli immobili sottratti a sodalizi criminali arrivano a 1.170 nel Lazio e 17.577 complessivamente nel Paese.

Secondo Coldiretti, fra i settori più colpiti c’è la ristorazione con carne, farine, pane e pasta, basandosi sui sequestri effettuati nel 2015 dai carabinieri dei Nas.

Il totale dei sequestri è pari a 436 milioni di euro con il 24% nella ristorazione, il 18% nel settore della carne e salumi, l’11% in quello delle farine, del pane e della pasta. Seguono vino, latte, formaggi e olio d’oliva.

Lo scorso anno sono stati sequestrati 25,2 milioni di prodotti alimentari adulterati, contraffatti, senza garanzie qualitative o sanitarie o carenze nell’etichettatura o rintracciabilità.

Si va dal finto extravergine italiano alla mozzarella con cagliate straniere, dal pane al carbone vegetale, passando per le conserve di pomodoro cinesi, fino al pesce avariato.

Nelle campagne, poi, è emergenza furti. 2.570 quelli d’attrezzature agricole e trattori e 490 i casi d’abigeato, stando alle rilevazioni dei carabinieri in tutta Italia.

I casi di furti d’attrezzature agricole interessano sopratutto il sud Italia. Sono stati 2020, 414 al centro e 136 al nord.

Nel centro sono più alti i casi d’abigeato: 277 nel 2015 su 490.

Il rapporto sulle agromafie è stato presentato ieri mattina nella capitale durante un convegno con Giancarlo Caselli, i ministri Orlando e Martina, il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone, il presidente della commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, il segretario generale e il presidente Coldiretti, Gesmundo e Moncalvo.


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18 febbraio, 2016

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