Viterbo – Un anno fa moriva Nello Celestini. Cambiò la storia del trasporto della macchina di santa Rosa.
“Una persona autentica, schietta, franca e vera”. “Una figura mitica”. “Un uomo autorevole, sempre corretto e leale”.
“Libero, coerente e legatissimo alla sua Rosa”. “Il leone di Viterbo”. Con queste parole la città lo ricordava un anno fa, poco dopo la morte.
Nello Celestini, Spolverone, era questo e molto altro. Facchino, capofacchino, fondatore e primo presidente del Sodalizio.
Si spense alle 19,30 del 14 febbraio 2015, nella sua abitazione a Viterbo. Aveva 90 anni. Con lui se ne andava uno dei personaggi più amati e importanti della città.
Cambiò la storia del trasporto della macchina di santa Rosa, affidandolo al Sodalizio e quindi al capofacchino. La decisione nel 1986 dopo che con il passaggio di Armonia celeste, guidata dal costruttore Socrate Sensi, si sfiorò la tragedia.
Un cambio epocale. E per il Sodalizio dei facchini, Celestini divenne una figura di riferimento solida, autorevole e prestigiosa.
Aveva lo sguardo vivace, la voce stentorea e la battuta facile. La fermezza, la prontezza, la forza e la schiettezza.
A lui si deve anche la visita di Giovanni Paolo II a Viterbo, per assistere al trasporto straordinario di Spirale di fede. Era il 1984. Durante un incontro in Vaticano, non si fece sfuggire l’occasione di chiedere al papa di venire a vedere il trasporto della macchina.
Era un uomo denso di umanità e esperienza. Capace di fatica e sofferenza. Ma anche di saper assaporare le piacevolezze della vita.
In tanti, tantissimi al suo funerale (fotocronaca: I funerali di Nello – Da casa di santa Rosa alla basilica – slide – La celebrazione – slide).
Stracolma la chiesa di santa Rosa. Parenti e amici. Facchini e viterbesi. Tutta la città pianse e salutò Celestini. I suoi uomini (i facchini) intorno al feretro. Loro, che per tanti anni aveva guidato, non lo lasciarono mai solo. Lo accompagnarono, portandolo in spalla, dalla casa di santa Rosa all’altare.
Nello Celestini era Viterbo. Raffaele Ascenzi gli ha dedicato Gloria. Il Sodalizio dei facchini il trasporto 2015 della macchina di santa Rosa.
Presto (si spera) in sua memoria anche una via o una piazza della città. Così come auspicato da Massimo Mecarini e promesso dal sindaco Leonardo Michelini. “Viterbo ricorderà Nello – aveva assicura il primo cittadino poco dopo i funerali –. Lo farà con un riconoscimento speciale. Una via o una piazza dedicata alla sua memoria”.
Un riconoscimento doveroso, perché questa città troppo spesso e troppo presto dimentica i suoi figli migliori.
Raffaele Strocchia
Video – L’ultima grande intervista di Tusciaweb: Nello: “Voglio un bene infinito a santa Rosa” – Nello tra i suoi facchini




