Viterbo – (g.f.) – “Con quale mandato Michelini ha detto sì alla ricerca di privati per Talete?”.
Dopo l’ultima assemblea della società idrica in cui i soci-sindaci si sono detti favorevoli a trovare finanziamenti privati, Chiara Frontini si domanda come il primo cittadino abbia potuto dare l’assenso, non essendo stato discusso l’argomento in consiglio comunale.
La prima commissione in cui si doveva parlare del referendum sull’acqua pubblica si è chiusa con un nulla di fatto. Maggioranza in larga parte assente, non ci sono numeri e per la seconda volta la riunione si è sciolta in due minuti.
Il referendum è a un passo dal saltare e il comitato Non ce la beviamo, di cui la consigliera fa parte, dopo avere protestato in sala del consiglio, rincara la dose e annuncia, sul fronte bilancio Talete un esposto alla Corte dei conti.
“Ci chiediamo col mandato di chi il sindaco è andato in assemblea Talete a dare l’ok – spiega Frontini – in quale consiglio comunale è stato deciso, se l’argomento non è stato mai trattato e le rare volte in cui si è affrontato, è stata ribadita la gestione pubblica?”.
Sul fronte referendum, invece: “Il comitato ha seguito correttamente tutte le procedure, che il consiglio nemmeno ne discuta, è inammissibile.
Chiederò la convocazione urgente della prima commissione per venerdì prima del consiglio, per farlo arrivare in tempo. Altre volte per pratiche urgenti si è adottato questo sistema”.
La strada intrapresa a palazzo dei Priori non piace nemmeno a Francesco Lombardi: “E’ uno spettacolo indecente e indecoroso quello cui abbiamo assistito, si doveva discutere del referendum.
Sono state raccolte 3.400 firme, s’ignora la volontà dei cittadini. E’ la prova di quanto siano lontani dai problemi reali della città.
Ne prendiamo atto e come comitato non ci fermeremo, anche di fronte al risultato che pare prospettarsi”. Che il referendum salti.
“Intanto – continua Lombardi – stiamo pensando d’interessare la Corte dei conti con un esposto per il bilancio di Talete che non convince nessuno. Nulla di quanto prospettato ci convince”.
Per Gianluca De Dominicis (M5s) la vicenda legata al referendum è l’ennesimo fallimento della gestione Michelini: “Non è nemmeno riuscito a far discutere su un argomento quale la partecipazione popolare. Solo per ragioni politiche.
Quando dice che l’amministrazione prosegue nonostante la crisi, non è vero. E’ stata tradita la volontà popolare e solo per problemi politici”.
Per Daniele Cario l’intenzione di far entrare privati vuol dire pensare solo al profitto di pochi, mentre per Paola Celletti, chi protesta la privatizzazione come panacea di tutti i mali dopo il disastro Talete, sbaglia: “A Frosinone – dice Celletti – ci sono 77 comuni che stanno tentando di tornare indietro. Le tariffe sono elevate e c’è un alto tasso di contenzioso, senza contare la precarietà del lavoro. I privati non sono la panacea di tutti i mali”.
A proposito, panacea è stata pronunciata a caso, o un sottile gioco di parole? Pan…Acea.
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