Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Oggi siamo intervenuti in Provincia al tavolo tecnico indetto dal sindaco di Soriano nel Cimino Fabio Menicacci, iniziato non nel migliore dei modi poiché abbiamo appreso che avrebbe dovuto indire una Conferenza di Servizi da cui sarebbe emersa una soluzione chiara al nostro problema a differenza di un tavolo tecnico che invece è una sorta di dialogo tra tutti i presenti che però non porta a decisioni definitive.
Chiarito questo, il presidente della Provincia Mauro Mazzola ha ascoltato gli interventi di tutti.
Dopo un iniziale rimpallo di responsabilità tra l’assessore provinciale Mara Ciambella e il responsabile del Suap di Soriano Maurizio Capponi in merito all’autorizzazione che quest’ultimo ha rilasciato ad aprile 2015 alla Società per continuare a lavorare per altri quindici anni, ha preso la parola Tosini della Regione che ha spiegato come nell’agosto 2013 si fosse deciso di effettuare per un anno il monitoraggio delle acque congiuntamente tra l’Arpa e la Società gestrice dell’impianto che però non è mai stato fatto.
L’Arpa ha dichiarato che sta lavorando su più fronti, sia come direzione tecnica sia a livello provinciale e che le analisi dell’aria, dopo quasi un mese di monitoraggio, saranno inviate al comune la prossima settimana, e sarà quest’ultimo a dover chiarire con i tecnici se sussiste un’emergenza sanitaria nell’area della cava.
Ciò che è emerso principalmente è che sia gli uffici preposti della Provincia, sia i tecnici dell’Arpa, hanno visionato il progetto presentato dalla Società in merito all’abbattimento delle emissioni odorigene ma lo hanno ritenuto privo di dati tecnici e con evidenti lacune.
In pratica un progetto che chiede solo l’autorizzazione a smaltire nuovi codici Cer senza spiegare tecnicamente in che modo questi nuovi materiali potrebbero intervenire sul tamponamento dell’emergenza attuale e sul ph della fermentazione dei fanghi di cartiera e dei gessi chimici. Anche noi siamo intervenuti leggendo la relazione tecnica che ci ha gentilmente fornito il professor Andrea Vannini dell’Università della Tuscia che si esprime a sfavore del nuovo progetto presentato dalla Recuperi La Torre e scrive “l’acido solfidrico è un gas altamente tossico (…) il rischio deve essere considerato, specialmente riguardo a emissioni improvvise da sacche di formazione sotterranee”. La Società comunque non è intervenuta al Tavolo Tecnico e non ha quindi dato risposte in merito ai dubbi sollevati.
Ha poi preso la parola il sindaco di Corchiano Bengasi Battisti, che ha ribadito la sua vicinanza alla nostra battaglia e l’impegno come presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Virtuosi a impedire che questi ripristini con materiali classificati R10 – definiti come trattamento in ambiente terrestre a beneficio dell’agricoltura o dell’ecologia ma che in realtà sono rifiuti veri e propri – possano avere un’autorizzazione semplificata.
Alessandro Romoli, sindaco di Bassano in Teverina, ha poi preso la parola affermando la sua grande preoccupazione per il possibile inquinamento delle falde acquifere poiché il suo Comune ha l’unico pozzo di approvvigionamento a circa un kilometro dalla cava in questione e la contaminazione di quelle falde sarebbe un grave danno per la comunità che rappresenta. Il sindaco Menicacci ha promesso di indire una riunione tecnica con tutti i sindaci del comprensorio per discutere del problema.
Noi abbiamo ribadito forti e chiare le nostre richieste di garanzie per la nostra salute e abbiamo annunciato che con una sola settimana abbiamo raccolto oltre 700 firme per la nostra petizione che chiede la tutela della salute di cittadini e territorio e garanzie inequivocabili sulla salubrità di aria, acqua e suolo.
Infine il presidente Mazzola ha dichiarato che non si possono autorizzare nuovi sversamenti finché non si risolve l’emergenza attuale e si è impegnato a parlarne con il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presso la Prefettura.
Restiamo in attesa di essere quindi convocati per la Conferenza di servizi in cui speriamo si prenderanno decisioni definitive.
Comitato Civico per l’Ambiente di Sant’Eutizio
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