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Ambiente - Il Comitato di Sant’Eutizio sulla proposta di autorizzare nuovi codici sugli sversamenti

“Chiediamo la bonifica, ci propongono una discarica”

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Soriano nel Cimino - Cava in località Crocetta

Soriano nel Cimino – Cava in località Crocetta

Soriano nel Cimino - Cava in località Crocetta

Soriano nel Cimino – Cava in località Crocetta

Soriano nel Cimino – Riceviamo e pubblichiamo – Chiediamo la bonifica, ci propongono una discarica.

È stato convocato per lunedì 22 febbraio alle 10.30 un tavolo tecnico nella sala consiliare della Provincia di Viterbo per discutere la proposta prodotta dalla società che gestisce il ripristino ambientale nella cava sita in Loc. Crocetta.

A seguito dell’incontro tenutosi nella stessa sala lo scorso 27 gennaio, durante il quale è stato richiesto dal presidente Mazzola di individuare soluzioni volte a contenere l’impatto della fuoriuscita di cattivi odori derivanti dai materiali sversati, presumibilmente acido solfidrico, il progetto presentato dalla Società ci suona come una beffa.

In una situazione che ha compromesso un’intera area, causando odori nauseabondi, acri e pungenti come sostenuto anche dal verbale di sopralluogo dell’Arpa Lazio del novembre 2015, anziché imporre alla Società che gestisce questo recupero ambientale una bonifica che riporti l’area alle condizioni precedenti l’inizio dei lavori le si permette tramite autorizzazione semplificata di smaltire nuovi codici Cer tra cui si legge nel progetto anche il 200301 (rifiuti urbani non differenziati).

Noi non ci stiamo.

Non comprendiamo come sia possibile autorizzare nuovi codici anziché parlare di bonifica, oltretutto non solo R10 già di per se codici a specchio che portano dentro tipologie di rifiuti non considerate pericolose ma che andando a leggere spaziano da scorie di acciaieria a detriti di perforazione – solo per citarne alcuni già autorizzati per il ripristino in oggetto – ora troviamo addirittura la proposta di una messa in riserva, quindi un deposito, di rifiuti inerti (R13) con tanto di macinazione in loco e separazione di frazioni indesiderate da usare per recupero come rilevato o sottofondo o recupero nell’industria della ceramica o dei laterizi (R5), si prospetta quindi una vera e propria discarica su una situazione già critica e che presenta ampie lacune e poche garanzie sull’attuale salubrità di acqua e aria.

Facciamo un appello al sindaco di Soriano nel Cimino Fabio Menicacci, ai sindaci del comprensorio cimino che hanno partecipato al nostro incontro pubblico dello scorso 13 febbraio e ai sindaci di tutto il viterbese, affinché si facciano carico di un’azione di contrasto a questa nuova autorizzazione.

Il nostro appello si rivolge a tutti i comuni poiché, come sembra emergere dalle analisi delle acque, esiste una contaminazione da alluminio, piombo e altri elementi che potrebbe interferire con le falde acquifere e di conseguenza contaminare altre aree.

Auspichiamo che tutti i sindaci emettano una delibera di adesione alla nostra lotta per avere un’aria, un’acqua e una terra salubri e che questa iniziativa possa portare a una richiesta di legge affinché le cave dismesse non siano più utilizzate come discariche causando disagi e danni a cittadini e natura.

Il D.M. 5/02/98 che regola l’attività di ripristino ambientale recita così: “Le attività di recupero ambientale (…) consistono nella restituzione di aree degradate ad usi produttivi o sociali attraverso rimodellamenti morfologici. (…) Le attività, i procedimenti e i metodi di recupero di ciascuna delle tipologie di rifiuti individuati dal presente decreto non devono costituire un pericolo per la salute dell’uomo e recare pregiudizio all’ambiente, e in particolare non devono:

a) creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo e per la fauna e la flora; b) causare inconvenienti da rumori e odori; c) danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse.”

Chiediamo una bonifica, chiediamo che la nostra campagna torni ad avere un’aria respirabile e la garanzia di poter utilizzare le nostre acque senza paura.

Il Comitato civico per la difesa dell’Ambiente di Sant’Eutizio


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20 febbraio, 2016

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