Viterbo – Colluttazione tra detenuti a Mammagialla. Agente interviene e rimane contuso alla spalla. Quindici giorni di prognosi.
Ieri mattina in una sezione detentiva del carcere di Mammagialla, a seguito dell’apertura di almeno 8 ore delle celle prevista dalle nuove disposizioni dipartimentali, dei detenuti sono venuti alle mani.
Per dividerli l’agente della sezione cade e si fa male a una spalla. Una contusione con 15 giorni di prognosi.
“Solamente pochi giorni fa- afferma Daniele Nicastrini, coordinatore regionale della Uilpa Polizia penitenziaria – si è tenuto un incontro con la direzione del carcere e avevamo sollecitato interventi a garanzia del personale. Personale che ormai, con queste disposizioni, si ritrovano in balia di situazioni critiche, pagandone conseguenze importanti sul piano fisico. Ricordiamo che lo scorso ottobre la Uilpa polizia penitenziaria, insieme ad altre sigle sindacali, aveva aderito alla protesta contro il non funzionamento delle torri luci che circondano l’istituto penitenziario. Il provveditorato regionale aveva previsto un primo intervento con circa 10 mila euro.
Seppur sia scontata l’importanza di avere un impianto luci funzionanti all’interno ed esternamente di un penitenziario, purtroppo sottolineiamo da parte dell’amministrazione un’inaspettata disattenzione, non ritenendo urgente la soluzione del problema.
Infatti ad oggi il problema persiste. A detta della direzione il costo complessivo della riparazione delle 22 torri e pari a circa 170 mila euro, fondi che purtroppo non ci sono.
Riteniamo primario questo intervento per garantire la sicurezza del personale che opera all’interno del carcere”.
Il problema non sono solo le torri ma anche dei gabbiotti al centro dell’attenzione del sindacato.
“C’è poi il problema dei gabbiotti nelle sezioni detentive destinato al personale preposto alla vigilanza detenuti – continua Nicastrini -. A seguito del nuovo modello previsto di apertura delle celle (minimo 8 ore), gli agenti sono costretti a rimanere all’interno della sezione o all’interno dello stesso gabbiotto, che però non offre nessuna via di fuga in caso di eventi critici.
A questo punto ci domandiamo se un istituto di questa portata, con tipologie di detenuti vari (presenti anche i 41 bis), possa garantire sicurezza visiva nelle ore notturne, vista la mancanza di impianti di illuminazione. Quale sono poi i provvedimenti urgenti che l’amministrazione intende mettere in campo per risolvere un problema? E soprattutto quanto tempo bisogna aspettare perché si risolva il tutto?”.
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