Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Cultura - La ricercatrice D'Alessandro contro la ministra dell'Istruzione che aveva esultato per il successo della studiosa all'Erc

“Giannini non si vanti, l’Italia non mi vuole”

Condividi la notizia:

Roberta D'Alessandro

Roberta D’Alessandro

Il post su Facebook di Roberta D'Alessandro

Il post su Facebook di Roberta D’Alessandro

Il post su Facebook della ministra Stefania Giannini

Il post su Facebook della ministra Stefania Giannini

Roma – “L’Italia non mi vuole. Ministra Giannini non si vanti dei miei risultati”.

La ricercatrice Roberta D’Alessandro risponde a Stefania Giannini. Qualche giorno fa la ministra dell’Istruzione aveva esultato per il successo degli studiosi italiani all’European Research Council (Consiglio europeo della ricerca).

“Colpisce positivamente – scrive Giannini su Facebook – il dato del numero di borse totali ottenute dai nostri ricercatori, che ci posiziona al terzo posto insieme alla Francia. Ma, soprattutto, colpisce il fatto che siamo primi per numero di ricercatrici che hanno ottenuto un riconoscimento. Complimenti ai nostri ricercatori e alle nostre ricercatrici”.

D’Alessandro non ci sta. Ricercatrice italiana che si è trasferita in Olanda per vivere e lavorare, non riesce a ingoiare il rospo. E, usando sempre Facebook, si rivolta direttamente a Giannini per togliersi un fastidioso e doloroso sassolino dalla scarpa.

“Ministra, la prego di non vantarsi dei miei risultati – precisa D’Alessandro. La mia Erc e quella del collega Francesco Berto sono olandesi, non italiane. L’Italia non ci ha voluto, preferendoci, nei vari concorsi, persone che nella lista degli assegnatari dei fondi Erc non compaiono, né compariranno mai”.

Insomma, la ricercatrice chiede ministra di non ostentare un risultato non suo. E continua: “Prima del colloquio per le selezioni finali dell’Erc, ero in sala d’aspetto con altri tre italiani. Nessuno di noi lavorava in Italia. Immagino che qualcuno di loro ce l’abbia fatta, e sia compreso nella sua ‘lettura personale’ della statistica. Abbia almeno il garbo di non unire, al danno, la beffa, e di non appropriarsi di risultati che italiani non sono. Proprio come noi”.

Per D’Alessandro, infatti, i risultati saranno usati lontano dall’Italia. “Io, Francesco e l’altra collega, Arianna Betti (che ha appena ottenuto due milioni di euro anche lei, da un altro ente) – continua -, in due mesi abbiamo ottenuto sei milioni di euro di fondi, che useremo in Olanda. L’Italia ne può evidentemente fare a meno”.

La ricercatrice non riesce a tollerare l’assenza di meritocrazia. “Vada a chiedere – prosegue – alla vincitrice del concorso per linguistica informatica al Politecnico di Milano (con dottorato in estetica, mentre io lavoravo in Microsoft), quante grant ha ottenuto.

Vada a chiedere alle due vincitrici del concorso in linguistica inglese, senza dottorato, alla Statale di Milano, quanti fondi hanno ottenuto. Vada a chiedere alla vincitrice del concorso di linguistica inglese, specializzata in tedesco, che vinceva il concorso all’Aquila (mentre io lo vincevo a Cambridge, la settimana dopo) quanti fondi ha ottenuto”.

Poi l’affondo finale: “Sono i fondi di queste persone – conclude D’Alessandro – che le permetto di contare, non i miei”. E sui social è una standing ovation di appoggi e consensi. Per la ricercatrice, ovviamente.


Condividi la notizia:
14 febbraio, 2016

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/le-strane-pose-di-milo/