Viterbo – (g.f.) – Esattorie, lavoratori abbandonati a se stessi. Sono una trentina, esasperati.
Con la chiusura della società che per il comune riscuoteva i tributi, si sono trovati senza un impiego. Da un giorno all’altro in mezzo a una strada.
Situazione che si protrae ormai da due anni.
Una soluzione è difficile, tuttavia l’amministrazione da tempo sta valutando la possibilità d’istituire un servizio che sia a supporto dell’ufficio tributi per il recupero dell’evasione fiscale. Attraverso un bando, per dare qualche possibilità a parte dei dipendenti ex Esattorie.
A fine dicembre sembrava tutto fatto. A oggi, tutto in alto mare. La delibera d’indirizzo ha bisogno dell’ok da parte del consiglio comunale. Ma con la crisi in corso chissà quando e prima che la situazione precipitasse, evidentemente le priorità erano altre.
Risultato, c’è chi non ne può più. “Che fine ha fatto il bando per l’affidamento del servizio – si domanda uno dei lavoratori ex Esattorie – sembrava essere arrivati al dunque. Dopo due anni e mezzo d’attese e illusioni bastava solo l’ultima delibera di giunta per la pubblicazione del bando, ma ecco che la giunta traballa”.
Come traballano le speranze degli ex dipendenti. “Noi poveri disgraziati aggrappati a quest’ultima flebile speranza – continua – sentiamo solo una drammatica disperazione. Non sappiamo più cosa pensare”.
Diversi lavoratori arrivano dal Cev, società comunale dismessa. I tributi sono passati a Esattorie.
“C’era stato assicurato che l’azienda era una nave solida e inaffondabile”. Così non è stato.
“Tutti i problemi sono scoppiati a ridosso delle elezioni 2013, quando chi usciva e poi chi entrava non poteva fare nulla per noi, proprio uno scarica barile.
Bravi tutti a giocare con la vita delle persone”.
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