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Viterbo - Ieri l'autopsia sul corpo dell'ex sindaco - Almeno due mesi per risalire alle cause della morte - Domani alle 15,30 i funerali alla chiesa di santa Maria Assunta a Barbarano Romano

Giulio Lucidi sarà cremato

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Giulio Lucidi

Giulio Lucidi 

Viterbo – Giulio Lucidi sarà cremato.

Così voleva l’ex sindaco di Barbarano Romano, morto il 22 febbraio all’ospedale Belcolle, dopo una lunga serie di operazioni.

La procura ha dato il nulla osta per i funerali dopo l’autopsia, eseguita ieri mattina al cimitero San Lazzaro di Viterbo. 

La cerimonia è fissata per domani, 28 febbraio, alle 15,30 alla chiesa di santa Maria Assunta a Barbarano Romano.

Gli accertamenti del medico legale Emanuela Turrillazzi, dell’università di Foggia, sono andati avanti per ore, subito dopo l’affidamento dell’incarico in procura alle 10 e fino al primo pomeriggio.

Per avere le idee chiare sulla morte dell’ex sindaco serviranno almeno sessanta giorni. Tempi tecnici, per consentire al medico legale di stendere la sua relazione e consegnarla in procura.

Lucidi era andato a Belcolle nel gennaio 2015 per un’operazione di routine. Dopo un anno e sei interventi chirurgici è morto in un letto d’ospedale in rianimazione.

Sul suo decesso, il pm Fabrizio Tucci ha aperto un fascicoloper omicidio colposo, dopo la denuncia dei familiari che ha messo in moto le indagini: undici persone, tutti medici dell’ospedale Belcolle di Viterbo, facenti parte delle équipe che lo hanno operato, sono attualmente iscritte nel registro degli indagati.

Presente all’autopsia, ieri, il consulente tecnico della famiglia, professor Di Tondo dell’università La Sapienza di Roma e alcuni consulenti dei medici indagati.

Gli avvisi di garanzia sono in questi casi più che mai un atto a garanzia degli indagati: servono per consentire a tutte le persone potenzialmente coinvolte di nominare un esperto che partecipi all’autopsia e a tutti gli accertamenti successivi decisivi per focalizzare le cause della morte ed eventuali profili di responsabilità medica. 

Lucidi era affetto da diverticolite. Nessuno si aspettava che a quell’operazione sarebbe seguita una serie di complicanze e di ulteriori operazioni. Un tunnel senza luce in fondo, terminato solo con la morte dell’ex sindaco.

Resta da capire se quelle complicazioni seguite al primo intervento fossero inevitabili o siano state provocate da un comportamento negligente dei sanitari.


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27 febbraio, 2016

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