Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Con la riforma degli ammortizzatori sociali (decreto n.148/2015) di fatto si diminuiscono sia i tempi di durata di sostegno al reddito sia gli importi che lavoratori e lavoratrici dovrebbero percepire (dico dovrebbero percepire).
Dal 24 settembre 2015, con l’entrata in vigore della riforma, non sono state più effettuate le sedute delle commissioni della Cigo (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria) sia dell’Industria sia dell’edilizia, perché il decreto prevede l’annullamento delle commissioni, composte dal sindacato, dalle associazioni datoriali, dal ministero del lavoro e dal direttore dell’Inps.
Il potere di decisione sulle concessioni della Cigo passa esclusivamente all’Inps senza nessun organo di controllo.
Questa norma fortemente voluta dal governo di fatto sta bloccando la erogazione dei pagamenti, ad oggi sono migliaia i lavoratori e le lavoratrici che da mesi non percepiscono il sostegno al reddito per chi sta in cassa integrazione a zero ore con il pagamento diretto da parte dell’Inps.
Anche chi percepisce solo una parte di reddito, perché alterna settimane di lavoro a settimane di cassa integrazione, si ritrova con le buste paga decurtate, quindi in grandi difficoltà a tirare avanti la famiglia, a pagare il mutuo, le bollette, le spese per la scuola dei figli ecc.
Le imprese che hanno anticipato il pagamento della cassa integrazione non riescono a recuperare il dovuto denunciando forte sofferenza nei loro bilanci.
Da quanto ci risulta, le sedi Inps non hanno ancora ricevuto il nuovo programma per la lavorazione delle pratiche e che solo presso l’Inps di Viterbo ci sono circa 800 domande di cassa integrazione ferme dal mese di settembre 2015.
Questa è la cruda verità.
Il governo invece fa proclami a reti unificate dicendo che ha esteso il sostegno al reddito a tutte le persone che perdono il lavoro, a prescindere dalla tipologia del lavoro svolto e che con il jobs act si sta risolvendo il problema dell’occupazione.
Purtroppo sappiamo tutti che è solo propaganda e i lavoratori per primi ne provano le conseguenze sulla loro pelle.
Riteniamo non più accettabile tale situazione anche in rispetto della dignità dei lavoratori e la sicurezza di vita delle loro famiglie.
La Fillea Cgil di Viterbo chiede pertanto al prefetto di Viterbo, in qualità di rappresentante del Governo sul nostro territorio, che si faccia promotore di un incontro con le parti sociali, datoriali, l’Inps e i livelli istituzionali del territorio, per trovare immediata soluzione questa drammatica situazione, prima che gli animi di chi, da mesi non percepisce reddito, possano sfociare in tensione sociale.
Carlo Proietti
Segretario della Fillea Cgil
Civitavecchia, Roma Nord – Viterbo
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