Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “La riforma delle Banche di Credito Cooperativo (Bcc) proposta dal governo deve essere cambiata, altrimenti il modello cooperativo è a rischio”.
A dichiararlo è Bruna Rossetti, Presidente di Confcooperative Viterbo e Rieti.
“Con un colpo di spugna – prosegue la Rossetti – si cancellano sacrifici di generazioni che hanno tramandato in oltre 120 anni di storia il patrimonio di intere comunità.
La proposta del Governo consentirebbe infatti alle Bcc di trasformarsi in Spa, permettendogli di dividere tra i soci le riserve indivisibili con una irrilevante tassazione di favore. L’attuale ordinamento cooperativo, prevede invece che nel caso di trasformazione di una cooperativa in Spa o altra forma societaria le riserve indivisibili debbono essere devolute a fondi di pubblica utilità”.
Le Bcc presenti sul territorio della Tuscia sono tre: Capranica e Bassano Romano con circa 1400 soci, Ronciglione (1500 soci) e Barbarano Romano (900 soci).
“La cooperazione – spiega la presidente di Confcooperative Viterbo e Rieti – ha già avanzato un progetto di autoriforma per il sistema cooperativo.
Il dialogo tra la cooperazione, il Ministero dell’Economia e Banca d’Italia ha infatti consentito di giungere alla condivisione di una bozza che conteneva i seguenti elementi: 1) la costituzione di uno o più gruppi bancari con capitale sociale minimo di un miliardo;
2) l’obbligo di tutte le Bcc ad aderire ad un gruppo bancario; 3) la sottoscrizione di un patto di coesione tra gruppo e singole Bcc funzionale a riconoscere servizi, strumenti e garanzie nel sistema del credito cooperativo a tutela dei risparmiatori e delle comunità dove le Bcc insistono da oltre 120 anni; 4) riconoscimento del grado di autonomia in funzione della meritevolezza bancaria;
5) divieto di trasferimento o divisione delle riserve indivisibili nel caso di trasformazione di una banca di credito cooperativo in S.p.A, in coerenza con quanto dettato dalla Costituzione e dall’ordinamento legislativo vigente. Oggi invece, con la proposta del Governo – conclude Bruna Rossetti – si attacca al cuore uno dei principi fondanti del sistema cooperativo oltre che devastare una parte sana del credito italiano”.
Confcooperative Viterbo
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