Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – In riferimento all’articolo apparso su alcuni quotidiani a proposito della donazione di un tavolo operatorio e di un respiratore dall’amministrazione comunale di Montalto di Castro, capitanata dal sindaco Sergio Caci, all’ospedale di Tarquinia per un importo pari a 125mila euro di soldi pubblici e quindi dei cittadini, va detto che sicuramente è un gesto lodevole ma di certo prima di donare qualcosa fuori dal paese sarebbe auspicabile migliorare la situazione sanitaria, visti i tantissimi disservizi presenti all’interno del comune di Pescia Romana e Montalto di Castro, disservizi di ogni genere che ogni giorno noi cittadini ci troviamo a dover affrontare.
Situazione ben nota a questa amministrazione fin dal suo insediamento e quindi da circa quattro anni. Il compito principale del primo cittadino, o almeno di un buon sindaco, dovrebbe essere quello di occuparsi in primis della salute pubblica all’interno del proprio paese. Ricordo in sintesi a chi forse se lo è dimenticato che nonostante i tanti articoli pubblicati sull’argomento, dopo aver protocollato un progetto sanitario che ha raccolto ben 3000 firme da parte dei cittadini protocollate presso la casa comunale e la Regione Lazio, dopo averlo consegnato anche al ministro Lorenzin durante la sua visita a Montalto avvenuta qualche giorno prima delle elezioni europee, in quella sede io stessa elencavo tutti i disservizi presenti e nessuno dell’amministrazione o lo stesso sindaco prendeva la parola.
Nessuno può prendersi i meriti per cose che non sono farina del suo sacco. Nonostante tutto ancora oggi questa amministrazione, ma più precisamente il sindaco Caci, si disinteressa della questione scegliendo di portare una risorsa di ben 125mila euro fuori da Montalto e Pescia.
Soldi che sarebbe stato meglio usare per mettere a posto definitivamente la situazione di degrado in cui versa la struttura sanitaria denominata “Casa della salute” nello stabile di Villa Ilvana, dove al suo interno si trovano tre medici di famiglia, ognuno con uno studio a uso esclusivo e che ricoprono in tre 12 ore, quindi dalle 8 alle 20 e poi dalle 20 alle 8 è presente una guardia medica.
Per essere ricevuti bisogna telefonare, perché il campanello sono anni e anni che non funziona quindi ricordatevi, mi raccomando, di non lasciare il cellulare in casi di bisogno. Un cup dove vengono prese solo prenotazioni e disdette per esami strumentali e visite specialistiche solo di persona obbligando i cittadini sia di Montalto e di Pescia a spostarsi.
Uno studio medico, stanza 5, dove da quattro anni è presente al suo interno uno studio odontoiatrico completo di tutto, costato circa 40mila euro – anche questi soldi pubblici – e mai entrato in funzione. È presente anche nella struttura una postazione del 118, questa una vera eccellenza. Ci sono altre stanze occupate da pochissimi specialisti a carico del servizio sanitario nazionale che ne potrebbero ospitare tantissimi altri per avere quello che continuo a dire da anni ed è riportato nel progetto sanitario che ha raccolto 3000 firme da parte dei cittadini, stanchi di una situazione che si protrae da diversi anni: una rosa di specialisti che curino le varie patologie presenti nel nostro paese.
Nella struttura in questione è presente un lato sinistro e un lato destro. A sinistra ci sono gli ambulatori che ho elencato in precedenza. Il lato destro, chiuso al pubblico, contenente tante stanze dove qualche anno fa era presente addirittura una scuola di ballo di salse caraibiche, perché non viene usata, visto che è un bene pubblico per portare gli esami strumentali necessari per fare diagnosi?
Anche la Tac presente all’interno della radiologia all’ospedale di Tarquinia è stata donata dal nostro generoso comune, eppure quando i cittadini hanno bisogno di fare questo esame devono rivolgersi in altre strutture per effettuarlo in tempi brevi. Senza parlare di Pescia Romana dove la situazione è peggiore. Infatti il territorio è composto da un centro abitato piccolo e poi poderi sparsi nella campagna, dove i soccorsi trovano difficoltà a raggiungere i pazienti. Servizi medici insufficienti con il pediatra che fa ambulatorio due ore a settimana, due medici di base presenti una per poche ore dove i pazienti non riescono a farsi visitare e mancanza di un medico durante la notte.
Senza contare che se abbiamo bisogno di un punto di sutura dobbiamo per forza ricorrere al pronto soccorso più vicino. Quindi sindaco Caci per una volta la smetta di far passare messaggi come quello di interessarsi della salute dei cittadini perché se così fosse avrebbe messo a posto questa grave situazione sanitaria già da anni. Non si nasconda dietro a delle scelte come quella di portare fuori da Montalto e Pescia 125mila euro. Elogiandosi come dice lei: “Oggi siamo felici di mostrarvi cosa siamo riusciti ad acquistare e donare all’ospedale di Tarquinia”.
Questo gesto lo trovo uno schiaffo ai cittadini bisognosi di cure che sono costretti ad andare altrove per curarsi con sperpero di soldi e costretti a fare chilometri e chilometri perché la maggior parte dei cittadini si rivolge ad altre strutture pubbliche. Ma, ci illumini, da queste donazioni quale beneficio ha tratto e trarrà la popolazione di Montalto e Pescia?
Daniela Scatolini
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