Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È vero che nell’era del renzismo l’imperativo è non fare votare i cittadini e solo gli oligarchi di partito possono decidere chi ci governa, ma al comune di Viterbo si sta oltrepassando ogni limite di pubblica decenza.
Chi se ne frega se poi la gente si allontana dalla politica, anzi, meglio, così quegli oligarchi possono continuare a fare i loro comodi.
Non voglio credere che, dopo tutte le giornalate di queste settimane, i 7 dissidenti del Pd si siano piegati a una “crisi pilotata”, un accordo per votare nel 2017.
Perché come ormai tutti sanno, se l’amministrazione scavalla il 24 Febbraio le elezioni slittano nella primavera del 2017. Ma allora…cosa stanno aspettando per andare dal notaio, insieme a noi 13 dell’opposizione, e dimetterci in massa?
Già il 21 gennaio scorso ribadivo questa posizione, invitando i 7 a prendere la decisione di andare dal notaio, unica strada che avrebbe garantito le elezioni a giugno.
Non possiamo di certo sperare nelle dimissioni del sindaco, che insieme alla sua giunta è attaccato con il SuperAttack alla poltrona e non intende cedere.
Non solo: l’atteggiamento arrogante e spocchioso dei pasdaran continua imperterrito ad avvelenare i pozzi della discussione, primo fra tutti il presidente della seconda commissione Treta che in sede di commissione ha avanzato una proposta il cui solo senso era quello di alimentare la polemica e i malumori.
Come se non bastasse, la città è ferma al palo e la giunta continua a gravare sulle tasche dei cittadini.
Mercoledì 3 Febbraio 2016 diamoci tutti appuntamento dal notaio, faremmo un favore ai viterbesi. È a loro che i consiglieri comunali devono rispondere, non ai vertici romani dei partiti.
Chiara Frontini
Consigliera comunale Viterbo 2020
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