Canino – Riceviamo e pubblichiamo – Nella giornata di ieri, nei locali del comune di Canino, alla presenza del sindaco Mauro Pucci, si è svolto un incontro pubblico nell’ambito del quale è stato illustrato il progetto per la realizzazione di un impianto per il trattamento e la trasformazione della frazione umida della nettezza urbana, della pollina (il letame degli allevamenti di polli) e della glicerina, con una superficie di oltre 6 ettari di terreno.
L’impianto dovrebbe sorgere nel territorio di Canino al confine con quello di Montalto di Castro, a pochissimi chilometri, in linea d’aria, dal centro abitato di quest’ultimo.
Siamo davanti all’ennesima speculazione, legata all’immondizia, che si vuole perpetrare a discapito dell’ambiente e della salute delle persone.
Stando a quanto illustrato dagli stessi promotori del progetto si tratterebbe di un prototipo, non esistendone altri già realizzati e quindi non c’è nessuna garanzia reale che quanto da loro prospettato coincida con la realtà, sembra invece che questo tipo di impianto sia già stato rifiutato dal comune di Tarquinia e di Cellere.
In merito alle capacità “produttive” della struttura, verrebbero trattati circa 190 tonnellate di materiale al giorno, che verrebbe poi messo ad essiccare all’aperto per la successiva trasformazione in compost.
Se pensiamo che il comune di Montalto di Castro produce al giorno poco più di 1 tonnellata di umido è facile capire che il sito in questione diventerebbe ben presto la destinazione prediletta dell’immondizia di tutto il nord del Lazio fino a Roma.
È prevista, inoltre, la realizzazione di un impianto di coogenerazione che, dicono, brucerebbe solo legname, peccato che stante la normativa vigente, questo impianto potrebbe bruciare anche il Css, cioè l’immondizia essiccata.
È incredibile che le amministrazioni locali prendano anche solo in considerazione la realizzazione di tali impianti, non solo per i rischi legati all’ambiente ed alla salute pubblica, di cui i tantissimi incidenti e rilasci avvenuti in tutto il mondo ne sono testimoni, nella attenta e ordinata Germania dal 2010 al 2012 ce ne sono stati più di 90, ma anche per i risvolti economici devastanti che potrebbe avere su un territorio a vocazione spiccatamente agricola e turistica come il nostro.
Dopo che per anni si è cercato di elevare la qualità dei nostri prodotti agricoli, talaltro con risultati eccellenti quali l’olio, gli asparagi, i meloni e gli ortaggi in generale, prodotti che hanno sostenuto sia il settore agricolo che agrituristico, oggi si mette tutto questo a repentaglio autorizzando, di fatto, un impianto che potrebbe avere effetti devastanti su tutto il nostro territorio.
In qualità di cittadino e consigliere comunale farò tutto ciò sarà in mio potere per contrastare in ogni sede e luogo, istituzionale e non, questa scellerata possibilità, ponendomi al fianco dei tantissimi cittadini che come me credono nel buon governo e nella tutela del nostro bel Paese e dei nostri figli.
Sollecito tutte le forze politiche, civiche ed associative del nostro territorio ad attivarsi in tal senso per non permettere che la nostra terra venga svenduta per l’ennesima volta sul banco dell’interesse privato.
Matteo Carmignani
Consigliere comunale di Montalto di Castro
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