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Sport - Angelo Peruzzi si racconta alla Gazzetta dello Sport e lancia un pronostico sul big match tra Roma e Inter, squadre di cui ha difeso i pali

“Che calcio seguo? Le partite di mio figlio”

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Sport - Calcio - L'ex portiere Angelo Peruzzi

Sport – Calcio – L’ex portiere Angelo Peruzzi 

Viterbo – La volata per la Champions dagli occhi di un doppio ex.

Sabato sera si gioca Roma – Inter e la Gazzetta dello sport ha chiesto un pronostico ad Angelo Peruzzi, che nella sua lunga carriera ha difeso i pali di entrambe le squadre.

Immerso nella tranquillità di Blera ma ben attento a cosa succede in serie A, l’ex portiere ha un’idea ben precisa di quale sarà l’aspetto decisivo nel finale di campionato.

Al di là dell’esperienza – ha raccontato Peruzzi al quotidiano milanese – è la tenuta mentale che in questi finali di campionato diventa decisiva. Prendete il Napoli, a mio parere ha giocato un ottimo calcio, il migliore, ma a volte non basta per vincere. E’ bastato perdere con la Juve, con un pizzico di sfortuna, ed ecco che ne ha risentito più mentalmente. Lo ha ammesso pure Sarri”.

Dato per scontato che la lotta al primo e secondo posto è un affare tra Juve e Napoli, per l’accesso alla Champions league 2016-2017 rimane solo un piazzamento a disposizione.

Tanto dipenderà dal big match di sabato, che per Angelo Peruzzi ha già una favorita.

E’ la Roma – ha ammesso Peruzzi – anche se poi in una partita secca come quella di sabato può succedere di tutto. I giallorossi giocano bene, sono velocissimi, ma Mancini ha il materiale umano per rispondere e di rimessa può far male con Ljajic, Eder e lo stesso Jovetic, decisivo nella prima parte del torneo. Del resto per l’Inter l’Olimpico è lo spartiacque, dovesse perdere addio Champions. Roberto ha una squadra potenzialmente forte ma anche un po’ inesperta. Quello che gli manca è l’anima, dovevano clonare Zanetti”.

Infine un focus sulla vita di tutti i giorni, che vede Angelo Peruzzi ‘disoccupato’ ma di certo non per mancanza di opportunità.

Sono libero – ha concluso Peruzzi – e nei fine settimana vado a vedere le partite di mio figlio che ha 13 anni e gioca in porta. Roberto Negrisolo, esperto preparatore di numeri 1, dice che è anche più forte di me. Io sono il meno adatto a dare un giudizio. Dico solo che a quell’età bisogna solo divertirsi col pallone. E Blera in questo è ideale”.


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18 marzo, 2016

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