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Soriano nel Cimino - L'angoscia del comitato civico per l’ambiente di Sant’Eutizio

“Cava Crocetta, vogliamo risposte e responsabili”

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Soriano nel Cimino - Cava Crocetta

Soriano nel Cimino – Cava Crocetta

Soriano nel Cimino - Cava Crocetta

Soriano nel Cimino – Cava Crocetta

Soriano nel Cimino – Riceviamo e pubblichiamo – Da quando abbiamo fondato il comitato civico per l’ambiente, lo scorso novembre, abbiamo partecipato attivamente a due incontri in provincia e abbiamo anche organizzato una riunione pubblica invitando i sindaci dei paesi vicini che hanno da subito dimostrato sostegno e condivisione della problematica riguardante il recupero ambientale nella cava in località Crocetta, che preoccupa da ormai quasi sei anni per gli odori molesti e irritanti per le mucose e per le modificazioni di colore e le ossidazioni in legni e metalli che avvengono in zona.

Da oltre quindici giorni attendiamo l’arrivo in comune dei risultati del monitoraggio dell’aria effettuato da Arpa Lazio nel mese scorso. Monitoraggio che ha interessato in particolare una sostanza di cui si è apertamente parlato negli ultimi mesi, data ormai per certa persino dai gestori della cava e dichiarata nei verbali di sopralluogo dell’Arpa dello scorso novembre. Stiamo parlando dell’acido solfidrico, gas tossico per la salute umana, anche a bassissime concentrazioni. Questo gas può entrare nel corpo umano per inalazione attraverso i polmoni oppure per via orale, con la digestione di sostanze contaminate, prima fra tutte l’acqua e gli alimenti annaffiati con la stessa, e anche attraverso la pelle.

Noi del comitato, quasi tutte donne, mamme e nonne residenti nella zona, siamo angosciate. Le analisi non sono ancora arrivate ma da alcuni giorni si susseguono indiscrezioni sui risultati che parlano di picchi altissimi di acido solfidrico. Le famose ondate di puzza portate dal vento e avvertite anche a diversi kilometri di distanza. La puzza per cui siamo state prese in giro in questi anni, additate come allarmiste, disturbatrici, giudicate quasi moleste tanto da essere state cancellate dai social network di alcuni gruppi politici del paese poiché ci lamentavamo “per un po’ di puzza” e importunavamo le discussioni con le nostre ridicole paure perché “di puzza non si muore”.

Ma la puzza ora fa paura. Ai cittadini in un senso e alle istituzioni in un altro. Fa paura a noi che con l’anima stiamo lottando per tutelare quelli che riteniamo essere beni comuni: la natura, l’ambiente, l’aria, l’acqua. Il diritto a goderne e a farne dono ai nostri figli. Ma deve farne anche a chi non ha fatto con determinazione azioni concrete di tutela, a chi avrebbe dovuto avere il dovere di salvaguardare la salute di ambiente e persone prima di arrivare ad un potenziale disastro. Deve fare paura perché noi non ci fermeremo. Vogliamo risposte, garanzie, responsabilità. Se i risultati delle analisi confermeranno quelle che per ora sono solo indiscrezioni la nostra lotta diventerà una guerra da vincere ad ogni costo per proteggere le generazioni attuali e future.

Sono molti i dati che preoccupano: il superamento del limite del valore dell’alluminio nelle analisi delle acque sotterranee (2013); la perizia termografica che evidenziò la formazione di gas metano dalla fermentazione dei fanghi di cartiera sversati nella cava; le discordanze sulla modalità di miscelazione col terreno per bloccare la fermentazione dei rifiuti; gli accertamenti sulla funzionalità delle barriere frangivento (semplici teli verdi frangivista).

Dati, parole, ma totale assenza di azioni concrete di salvaguardia. Abbiamo depositato 2186 firme in comune per la petizione che chiede la sospensione dell’attività e garanzie inequivocabili per la salute. Stiamo organizzando per fine marzo diverse iniziative fra cui una fiaccolata che dalla frazione di Sant’Eutizio arriverà fino ai cancelli della cava. Attendiamo i risultati delle analisi dell’aria e l’avvio del monitoraggio dei pozzi di tutta la località Crocetta come già richiesto dalla provincia.

Giovanni Falcone disse: “Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere”.

Noi come cittadini lo stiamo facendo, ora tocca a ciascuna delle Istituzioni coinvolte fare il proprio.

Comitato Civico per l’Ambiente – Sant’Eutizio


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13 marzo, 2016

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