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Viterbo - E’ quanto emerge dal sondaggio sui consumi e le vacanze di Confesercenti - Il presidente Peparello: "Occorre puntare su agroalimentare e turismo enogastronomico"

“Feste di Pasqua con il segno meno”

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Vincenzo Peparello - Cat Confesercenti

Vincenzo Peparello – Cat Confesercenti 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La Pasqua, che tradizionalmente rappresenta per l’economia nazionale e locale un momento molto importante in termini di consumi, cibo e viaggi, sarà quest’anno all’insegna del risparmio sia per quanto riguarda i consumi alimentari che le vacanze.

Nel 2016, infatti, ben l”83% (più di 8 su 10) degli italiani celebreranno la ricorrenza fra le mura domestiche. In calo anche il numero di coloro che hanno pianificato una vacanza nella settimana delle festività pasquali (- 9% rispetto al 2015).

E’ quanto emerge dal sondaggio sui consumi e le vacanze condotto da Confesercenti in collaborazione con Swg in occasione del periodo pasquale.

La durata media della vacanza sarà di 3-4 giorni, con una spesa media prevista di 390 euro a persona. La grande maggioranza degli italiani che ha previsto di fare un viaggio ha scelto una località italiana, e solo il 3% andrà all’estero. Per chi si muove in Italia le mete più quotate restano le città d’arte e le grandi metropoli. Chi andrà all’estero, invece, lo farà per visitare una capitale europea. Uno su sette, invece, si orienterà su una vacanza a lungo raggio verso mete dal clima caldo.

Pasqua all’insegna del risparmio anche in fatto di consumi alimentari con una spesa media prevista pari a 68 euro. Tagli anche per l’uovo di cioccolato che quest’anno sarà acquistato da circa un italiano su due (51%), mentre l’11% comprerà altre tipologie di dolci con una contrazione generale dei consumi relativi ai prodotti pasquali di circa il -2% rispetto al 2015.

I segnali di ripresa riegistrati nel 2015 hanno trovato una battuta d’arresto, soprattutto a causa del clima incerto dell’economia e della situazione a livello internazionale. Gli italiani hanno quindi ricominciato a risparmiare, soprattutto in termini di consumi, con dirette conseguenze negative per piccole e medie imprese che già fanno fatica a tirare avanti.

Per quanto riguarda la provincia di Viterbo e, in generale, le provincie laziali – sostiene Vincenzo Peparello, responsabile area turismo regionale e coordinatore Assoturismo della provincia di Viterbo – c’è qualche segnale positivo sia in termini di consumi agroalimentari che turistici.

La crisi, naturalmente, incide sulle abitudini dei consumatori ma occorre puntare sulle eccellenze agroalimentari e sul turismo enogastronomico.

Del resto, il Lazio è ricco di eccellenze agroalimentari che sempre più devono coniugarsi al turismo enogastronomico per rispondere positivamente ad una crescente domanda di persone, oculate nei propri acquisti ma attente anche alla qualità e genuinità dei prodotti nel rapporto prezzo/qualità.

Inoltre – conclude Peparello – la strategia del marketing orientato si sta rilevando vincente, soprattutto nella logica del turismo enogastronomico, ambito che ancora regge rispetto alla crisi.

Penso alle iniziative come il Buy Lazio ed il Visituscia, workshop turistici che hanno portato negli ultimi anni nella nostra provincia un migliaio di operatori professionali provenienti da tutto il mondo a conoscere ed acquistare i nostri prodotti turistici con una ricaduta eccezionale tanto da incrementare di circa il 30% a presenza dell’offerta del Lazio e della Tuscia nei cataloghi delle compagnie dei buyers invitati.

Un invito propositivo ai consumatori di orientare la propria spesa sui prodotti a Km 0, cioè sulle nostre eccellenze agroalimentari per quanto riguarda le carni, i formaggi, i salumi ed i dolci tradizionali del periodo ma anche per gli abbinamenti nei pranzi e cene delle festività con le eccellenti produzioni enologiche non trascurando gli oli extra vergine di oliva dop Canino e Tuscia e in generale tutte le nostre produzioni doc, dop e igt.

Questo per sollecitare ulteriormente una ripresa economica legata anche alle nostre tradizioni e produzioni agroalimentari di qualità con una ricaduta positiva sull’attuale forza lavorativa ma soprattutto per un ricambio generazionale in termini di occupazione giovanile.

Confesercenti Viterbo


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25 marzo, 2016

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