Viterbo – (m.l.r.) – “Ora iscrivetelo all’anagrafe”.
Il capretto di nome Sgarbi, adottato dall’aviatore viterbese Giovanni Rossi, ha la benedizione del critico d’arte Vittorio Sgarbi.
“Un capretto chiamato Sgarbi? Mi piace, sono d’accordo – dice Sgarbi -, possono anche andare a iscriverlo all’anagrafe. Sono sempre stato per l’interazione tra uomo e animale e quindi mi sta bene”.
Sgarbi, il capretto, a due mesi di vita è stato adottato perché la mamma lo rifiutava e ora sta bene grazie alle cure di Giovanni Rossi. L’aviatore, oltre ad accudirlo come un figlio, lo ha chiamato Sgarbi proprio perché “il critico d’arte dice capra a tutti, ora che questo capretto lo tratto praticamente come un umano mi è venuto spontaneo chiamarlo così”, ha spiegato Rossi.
Un nome di peso che renderà giusta fama all’animale salvato da morte certa. Sgarbi, che ormai è uno di casa per la famiglia dell’aviatore, non diventerà nemmeno parte del pranzo pasquale. La sua famiglia adottiva ha deciso che la sua morte arriverà per vecchiaia.
Forse aspettano che il critico d’arte, Vittorio, che ha ispirato il nome vada a trovare Sgarbi, il capretto.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY