Viterbo – Piccolo pezzo contro tempo.
A vent’anni ero talmente femminista che non perdevo occasione per accalorarmi su ogni discussione. Anche quelle per cui sprecare energie è davvero sacrilegio.
Oggi, con quasi altri vent’anni in più, di quel femminismo giovanile non c’è traccia.
Sono una donna che difficilmente si avventura in una discussione. Ho imparato a lesinare sull’energia per i momenti più importanti.
La utilizzo per restare sveglia di notte quando mia figlia decide che il sonno non è cosa per lei. La uso per raccontare storie magiche a una bambina che piange per una febbre di troppo o per giocare a Masterchef con le tazzine di Masha e Orso.
Uso la stessa dose di energia per alzarmi dal letto all’alba, per preparare contemporaneamente caffè e biberon con una sola mano. L’altra di solito è impegnata a tenere stretta la mia bestiolina arrampicata su un fianco.
Grazie a una miscela esplosiva, fatta di caffeina, lacrime e baci, corro al lavoro. Passaggio al nido e di nuovo pc e tastiera. E mani che vanno.
Per ricordami che la vita non finisce in una redazione o in un rapporto simbiotico madre-figlia ho intrapreso l’avventura di un master. L’ho fatto per ricordarmi che la vita va vissuta al massimo delle proprie aspettative. E anche per questo serve energia.
E allora scusatemi se oggi, 8 marzo, non festeggio l’essere donna. Non mi batto più per tutti i diritti che non abbiamo.
Oggi 8 marzo mi alzerò di nuovo all’alba: preparerò caffè e biberon, andrò al lavoro, mi farò sbaciucchiare da quel faccino appiccicoso e poi andrò al master.
Tornerò a casa e continuerò a giocare come se la giornata non fosse ancora iniziata.
La miglior conquista che abbiamo fatto noi donne è non smettere di credere che possiamo farcela.
Lesinate sull’energia, è preziosa e fa restare in piedi mentre fuori c’è burrasca.
Maria Letizia Riganelli
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