Roma – “Maternità surrogata e utero in affitto sono da condannare”.
A dichiararlo è Giuseppe Fioroni in un’intervista a Repubblica, commentando la paternità di Nichi Vendola e del suo compagno Ed.
“Io credo che l’aspirazione alla genitorialità sia un sentimento importante – dice Fioroni nell’articolo -. Credo anche che avere un figlio è un atto d’amore. Ma un atto d’amore non può essere il desiderio di un figlio a qualunque costo. Un figlio comunque diventa una scelta egoistica, perché si può desiderare a qualunque costo una proprietà, non un figlio.
La maternità surrogata – sia omosessuale o etero – non è accettabile, perché è la mercificazione del corpo della donna. Né è accettabile un futuro in cui si legittima l’utero in affitto dicendo che è un modo per consentire alla donna di vivere meglio o al figlio di quella donna di avere prospettive migliori. In ogni caso rimuovere il diritto fondante di avere una madre è una cosa molto seria”.
Fioroni è chiaro sulla sua posizione. “Detta la mia contrarietà alla maternità surrogata – mai voterei una legge che favorisca questa pratica”.
All’ex ministro, è chiesto anche se, per lui, Vendola ha violato una legge. “L’utero in affitto in Italia è vietato – continua nell’intervista di Repubblica -. Nel lungo dibattito che abbiamo fatto sulla stepchild adoption la ministra Lorenzin e il senatore democratico Dalla Zuanna avevano proposto di perseguire chi si è rivolto anche all’estero alla gestazione per altri“.
E infine sulla differenza tra l’utero in affitto a fini di lucro e la maternità surrogata, Fioroni sentenzia: “Maternità surrogata e l’utero in affitto sono sempre e comunque da condannare. Vendola può parlare a pieno titolo della sua aspirazione a essere padre e dell’amore che avrà per il figlio, ma non c’è nulla di affettivo o di sentimentale quando la madre concepisce per conto terzi”.
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