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Viterbo - Interviene Francesco Chiucchiurlotto, coordinatore regionale Borghi e Paesi del Lazio

Per i comuni scure nubi all’orizzonte…

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Francesco Chiucchiurlotto

Francesco Chiucchiurlotto 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Per i Comuni scure nubi all’orizzonte

Paolo Sarpi, veneziano del XVI secolo, autore tra l’altro, nel 1609, della storia del Concilio di Trento, inventò un neologismo che colpì i suoi contemporanei, ma anche noi, allora studenti universitari di giurisprudenza a Roma, facoltà di Storia delle Dottrine politiche; cioè il neologismo: Totaus.

Analizzando le dinamiche politiche del Papato dei suoi tempi descrisse da par suo la trasformazione di un principio giuridico amministrativo come il primatus (il principe era il primo tra i suoi pari) in totatus che è la contrazione di totus status cioè di stato totalitario, caratterizzato da plenitudo potestatis, cioè pienezza di poteri, in capo ad uno solo.

Mi scuso mille volte per dover ricorrere al “latinorum”, ma ne vale la pena se si riesce a cogliere il senso di quello che ci sta accadendo in Italia proprio oggi.

Cioè un disequilibrio tra i poteri costituzionali, legislativo, giudiziario, governativo, in favore di quest’ultimo ( abuso di voti di fiducia, decretazione d’urgenza che urgente non è, proposte di legge quasi esclusivamente del Consiglio dei ministri), che annulla il ruolo del Parlamento.

La legge Del Rio ha aggredito le Province, non le ha abolite, le ha solo rese più fragili e più povere: quando per forza di cose dovremo mettere mano alla viabilità provinciale, semplicemente per transitare, o alla manutenzione delle scuole, semplicemente per frequentarle, ci accorgeremo di aver speso il triplo di prima.

La riforma costituzionale aggredisce le Regioni limitandone i poteri e presto i confini, con molte ragioni è verissimo, ma non in favore degli enti di prossimità come i Comuni, ma dello Stato; centralizzando e verticalizzando il potere negli organi statuali e cioè nella Presidenza del Consiglio, e cioè nel Premier, che se è anche Segretario “dominus” del partito di maggioranza, quasi incarna quella plenitudo maiestatis di cui Sarpi diceva.

Restano i Comuni che con gli 8000 Sindaci rappresentano una sorta di “concorrenza” locale che ha credito, fiducia, controllo popolare, referenza politica non controllabile; e quindi vanno “ normalizzati”.

Lo strumento è l’associazionismo e quindi (mi duole dirlo) l’Anci che se ne fa interprete.

Sta venendo avanti, esposta ieri nella Consulta Nazionale Piccoli Comuni dell’Anci, una ipotesi di gestione associata di tre funzioni obbligatorie, al posto delle dieci impraticabili, che prevede la costituzione di circa 1.500 Unioni di Comuni, mentre in parallelo sta andando in Commissione Istituzionale della Camera la proposta Londolini (Pd) di eliminare i Comuni sino a 5000 abitanti.

Se a pensar male si fa peccato, spesso ci si azzecca: il disegno del “Totatus” come direbbe Paolo Sarpi, si completa con 1500 comuni, senza identità né potere.

Credo, con tutta la modestia del caso, che una simile prospettiva sarà destinata al fallimento; i cittadini difenderanno in ogni modo ed a ogni costo i loro Comuni.

Francesco Chiucchiurlotto
coordinatore regionale Borghi e Paesi del Lazio


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13 marzo, 2016

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