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Viterbo - Partito il restauro per un impegno di 114mila euro - Sostegno della Fondazione Carivit

Santuario La Quercia, lavori a intonaci e cornici

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Viterbo - Restauro santuario La Quercia - La conferenza

Viterbo – Restauro santuario La Quercia – La conferenza

Don Emanuele Germani e Mario Brutti

Don Emanuele Germani e Mario Brutti

Il vescovo Lino Fumagalli e don Massimiliano Balsi

Il vescovo Lino Fumagalli e don Massimiliano Balsi

Don Massimiliano Balsi e Flavia Festuccia

Don Massimiliano Balsi e Flavia Festuccia

Don Massimiliano Balsi

Don Massimiliano Balsi

Viterbo – (g.f.) – Nuova luce per il santuario Santa Maria della Quercia.

Sono iniziati i lavori di restauro che riporteranno la basilica tanto cara ai viterbesi, al suo antico splendore.

A luglio si vedranno i risultati, grazie all’intervento economico da parte della Fondazione Carivit.

“E’ una basilica splendida – dice il vescovo Lino Fumagalli alla Fondazione presentando l’iniziativa – ma nel corso degli anni ha visto un affollarsi di quadri, posizionati senza una logica.

Un convento chiude e si porta il dipinto.

Poi col tempo i colori degli intonaci si sono sbiaditi, ma era necessaria anche una ripulitura, oltre distribuire i quadri secondo la loro collocazione originale”.

La Fondazione Carivit ha accettato la richiesta da parte del vescovo.

“Il presidente Brutti ha preso subito in considerazione la proposta. C’è l’impegno in due parti. La prima è in atto, per la seconda preghiamo”.

L’intervento in corso riguarda restauro e tinteggiatura degli intonaci interni non interessati da affreschi, riportandoli al colore originale e ricollocando cornici a stucco nei quadri degli altari laterali.

Le cornici in peperino delle cappelle saranno ricollocate, sarà restaurato completamente il tempietto di Andrea Bregno, quindi i capitelli delle colonne della navata centrale e il restauro del crocifisso ligneo del Quattrocento.

“Negli anni – spiega l’architetto Flavia Festuccia – si sono susseguiti tre restauri, fine 400, 800 e fine anni 70.

L’ultimo è il più scadente, non mantenibile. La scelta è stata quella di riportare alla luce quello che risale al tardo 400.

Ci sono alcune parti dove è presente umidità, con l’intonaco gonfiato. Applicheremo malta traspirante e resistente all’acqua”.

A luglio la fine dei lavori. “Celebreremo in basilica – dice il vescovo Fumagalli – e quindi un brindisi fuori.

Alla Quercia la devozione verso la Madonna inizia con un’edicola, sul punto dove poi è stato costruito il primo tempio e poi l’attuale basilica, con accanto il convento dei Domenicani.

Quest’anno festeggiamo i 550 anni dal primo patto d’amore. Viterbo è stata l’unica città preservata dal flagello della peste, i viterbesi invocarono l’aiuto della Madonna e da allora si rinnova il patto d’amore”.

L’impegno della Fondazione Carivit è per 114mila euro. Una prima parte è di 57mila euro, poi il prossimo anno la rimanente parte. Quella per cui si prega.

Altri 40mila euro sono stati impegnati da privati. La Fondazione interviene su intonaci, cornici. “Il Rotary – precisa don Massimiliano – si occupa del tempietto l’ordine di Malta del crocifisso”.

Altri sarebbero necessari, agli affreschi di Cesare Nebbia e Angelo Pucciatti, all’altare maggiore. Soldi permettendo, in futuro.

“Il nostro intervento – osserva il presidente Fondazione Carivit Brutti – vuole rafforzare il legame con la comunità, in un’ottica complessiva sul territorio, di sinergia fra vari soggetti”.


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15 marzo, 2016

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