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Civita Castellana - Incontro con don Virginio Colmegna, presidente della fondazione "Casa della carità" Milano, mercoledì 16 marzo nella sala conferenze della curia vescovile

“Segni di carità per un Vangelo credibile”

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Caritas

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Civita Castellana - Piazza Matteotti

Civita Castellana – Piazza Matteotti

Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – “Segni di carità per un Vangelo credibile”.

Incontro con don Virginio Colmegna, presidente della fondazione “Casa della carità” Milano. Mercoledì 16 marzo alle 16,30 nella sala conferenze della curia vescovile in piazza Matteotti, 27 a Civita Castellana.

La casa della carità di Milano è una struttura di accoglienza e ospitalità per persone senza dimora, che si trovano in situazioni di disagio sociale e di emarginazione.

La struttura è nata per desiderio dell’arcivescovo emerito di Milano, Carlo Maria Martini. La Casa della carità è stata inaugurata nel novembre del 2004 ed è gestita dalla Fondazione Casa della carità, il cui presidente è don Virginio Colmegna.

La filosofia della Casa della Carità è accogliere chi ha necessità di sostegno e vive nell’esclusione sociale per permettergli di ritrovare se stesso e la propria vita sperimentando il senso di rinnovate relazioni familiari.

Attualmente la Caritas diocesana di Civita Castellana, accoglie, sostiene e promuove il progetto della Caritas Italiana “Rifugiato a casa mia”.

Rispetto alle consuete modalità di accoglienza presso strutture o case famiglia, il progetto consiste nell’assegnare centralità alla famiglia, concepita come luogo fisico e insieme sistema di relazioni in grado di supportare il processo di inclusione delle persone che vivono la condizione di richiedenti protezione internazionale e di rifugiati.

Ospitare un richiedente asilo come opportunità perché l’accoglienza entri nella vita ordinaria di una parrocchia e di riflesso nella vita ordinaria della Diocesi.

Da parte sua, la Caritas diocesana ricorda che il progetto «mette insieme rifugiati e famiglie che avranno l’opportunità di sperimentarsi nell’accoglienza.

Non si tratta, quindi di offrire solo un tetto e pasti, ma di accompagnare le persone accolte a diventare autonome e a inserirsi gradualmente nel contesto sociale. Contemporaneamente la casa che accoglie diventa segno tangibile di integrazioni possibili a misura di ogni persona». È compito della Caritas diocesana accompagnare e sostenere nella formazione le famiglie e le parrocchie che aderiscono al progetto.

Il progetto, comunque, è del tutto sganciato da ogni forma di contributo statale ed è sostenuto in toto dalla Caritas italiana, dalla Diocesi e dalle Parrocchie.

Una comunità che non vive la carità è morta, la prova della vitalità è la carità. La carità è un rischio, ma è quella che da senso e spessore alla vita cristiana.

Diocesi di Civita Castellana


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14 marzo, 2016

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