Viterbo – (g.f.) – Il pasticcio alla Michelini delle mense scolastiche.
Dallo scorso luglio l’amministrazione sta tentando di modificare le tariffe. Prima approvando le nuove, con relativa sommossa popolare e successive (svariate) modifiche, per poi non applicarle.
Di proroga in proroga sono rimaste in vigore quelle vecchie, epoca Marini.
Dopo otto mesi si torna al punto di partenza.
L’altro giorno in consiglio comunale l’ultima versione della suddivisione in fasce dei buoni è stata gettata alle ortiche.
Delibera emendata, cancellate le tariffe proposte, restano le vecchie. Se ne riparla più avanti. Tanto rumore per nulla.
Il prezzo non cambia, tre euro per il primo figlio, due euro e 50 per il secondo e gratis dal terzo in poi.
La proposta della giunta nei fatti è stata tolta dal menù, passa la proposta di Giulio Marini (FI) per lasciare tutto così com’è. “E’ l’unica via – ha spiegato l’ex sindaco – per porre rimedio al caos generato in questi mesi”.
Confusione, tanta. Eventuali modifiche, semmai, saranno discusse in occasione del bilancio di previsione.
Alla decisione si è arrivati come sempre dopo una lunga sospensione del consiglio, alla ricerca di una via d’uscita. Non avendo di meglio, si è scelta la ritirata. Delle tariffe.
Scusate, abbiamo scherzato.
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