Viterbo – “Oltre 120 milioni di euro per lo sviluppo agricolo del Lazio. Ecco i primi bandi del Psr: 45 milioni di euro per il primo insediamento dei giovani agricoltori e la crescita di una nuova generazione, 48,5 milioni per gli investimenti nelle aziende agricole e 32,5 milioni in favore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti. La presentazione delle domande deve avvenire entro il 30 settembre 2016”.
A dichiararlo è Riccardo Valentini, consigliere regionale del Partito Democratico e vice presidente della Commissione agricoltura, intervenuto all’incontro di presentazione del nuovo Programma di sviluppo rurale organizzato da Arci Viterbo e il circolo Cosmonauta di Pianoscarano.
Assieme a Valentini, sono intervenuti Marco Valente, esperto in programmazione comunitaria, Marco Trulli, presidente di Arci Viterbo, Francesco Antonaroli, vicepresidente associazione Officina Belushi, circolo Arci Il Cosmonauta e Francesco Amendola del Movimento Terra Contadina.
“L’agricoltura – prosegue Valentini – non è solo un tema economico, ma anche di innovazione sociale attraverso cui poter disegnare anche un modo diverso di fare società e stare insieme.
Un orizzonte ampio, una vera e propria battaglia culturale che ci spinge a rivedere il nostro modello di sviluppo in un mondo dove le risorse sono finite con la coscienza di dover proteggere un patrimonio: la terra, il nostro futuro”.
Il sostegno concesso per l’insediamento (Misura 06, sottomisura 6.1) è di 70mila euro, il massimo previsto dall’Unione Europea. L’aiuto sarà corrisposto in due rate, 70% la prima, 30% la seconda.
Il pagamento della prima rata è subordinato alla presentazione di una fidejussione bancaria o assicurativa. Beneficiari del bando dedicato al primo insediamento sono i giovani agricoltori con età compresa tra 18 e 40 anni al momento della presentazione della domanda di sostegno, che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola.
“L’insediamento – spiega Valentini – si intende perfezionato quando il giovane si è appunto insediato come ‘capo dell’azienda’ dopo averne acquisito la disponibilità, aver aperto la partita Iva in campo agricolo, essersi iscritto alla Camera di commercio ed aver ultimato la procedura per la regolarizzazione della posizione previdenziale (Inps) ottenendo l’iscrizione definitiva”.
Per la data di primo insediamento si intende la data di iscrizione alla Camera di commercio, che deve essere effettuata prima della presentazione della domanda di sostegno e, comunque, non prima dei 12 mesi antecedenti alla pubblicazione del bando.
Quali sono le condizioni di ammissibilità? Oltre ad aprire la partita iva, iscriversi alla Camera di commercio e regolarizzare la posizione Inps, il giovane deve avere anche uno dei seguenti requisiti: 1) aver conseguito un titolo di studio di livello universitario in materia agraria e/o forestale, oppure di scuola superiore secondaria in materia agraria;
2) essere in possesso di un attestato di frequenza con profitto a corsi di formazione professionali della durata minima di 150 ore; 3) essere in possesso di un’esperienza lavorativa, dopo aver assolto l’obbligo scolastico, di almeno due anni in qualità di coadiuvante familiare ovvero di lavoratore agricolo, documentata dall’iscrizione al relativo regime previdenziale e perfezionata con la partecipazione ad un corso di formazione professionale della durata minima di 50 ore;
4) insediarsi in un’azienda agricola di dimensione economica minima non inferiore a 15mila euro; 5) presentare un piano di sviluppo aziendale.
Il giovane imprenditore deve dimostrare inoltre di avere la disponibilità dell’azienda ove avviene l’insediamento per un periodo minimo di sette anni a decorrere dalla data di presentazione della domanda di sostegno e deve rispettare l’obbligo di condurre l’azienda per un periodo pari ad almeno 5 anni a decorrere dalla data di decisione individuale di concedere l’aiuto.
Il bando per gli investimenti nelle aziende agricole (Misura 04, sottomisura 4.1, tipologia di operazione 4.1.1) prevede il sostegno per le imprese agricole che realizzano investimenti materiali e/o immateriali per l’ammodernamento delle strutture e l’introduzione di tecnologie innovative.
“Previsto anche – sottolinea Valentini – il sostegno per una migliore utilizzazione dei fattori produttivi, per promuovere la qualità, tutelare l’ambiente naturale e migliorare le condizioni sulla sicurezza del lavoro, igiene e benessere degli animali, favorendo la diversificazione delle attività agricole e lo sviluppo dei canali di commercializzazione legati alla vendita diretta e alla filiera corta”. Soggetti beneficiari sono gli agricoltori attivi singoli e associati e le associazioni di agricoltori.
Infine il bando per gli investimenti a favore della trasformazione, commercializzazione e dello sviluppo dei prodotti agricoli (Misura M04, sottomisura 4.2) sostiene le imprese agroalimentari laziali che realizzano investimenti materiali per la trasformazione, la commercializzazione e lo sviluppo dei prodotti agricoli.
Gli investimenti sono finalizzati a favorire l’integrazione di filiera, il miglioramento delle tecnologie in funzione di una competitività rivolta al mercato globale, l’innovazione e la qualificazione delle produzioni, le prestazioni economiche e ambientali, l’aumento del valore aggiunto, la creazione di strutture per la trasformazione e la commercializzazione su piccola scala nel contesto di filiere corte e di mercati locali.
“I settori per i quali sono previsti gli investimenti – conclude Riccardo Valentini – sono: ortofrutticolo, vitivinicolo, lattiero/caseario, carne, olivicolo, ovicaprino, cerealicolo, florovivaistico”.
I soggetti beneficiari sono invece le imprese agroindustriali e le società cooperative che svolgono attività di trasformazione, di trasformazione e commercializzazione e/o sviluppo dei prodotti agricoli; le microimprese e le piccole e medie imprese; le imprese intermedie e le grandi imprese.
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