Viterbo – Processo prescritto: a nove anni da quell’aggressione notturna, è tempo scaduto per le accuse a Ranieri Adami Piccolomini, anche detto il ‘conte nero’, e al 44enne coimputato per lesioni.
Rispondevano in concorso dell’aggressione a un giovane, fuori da un locale in zona Valle Faul. L’uomo, all’epoca 28enne, finì in ospedale col naso rotto e un dito lesionato. Venticinque giorni di prognosi dopo una scazzottata per futili motivi, la cui responsabilità fu additata a Piccolomini, all’epoca 32enne, e a un cittadino romano di 35 anni. Ieri, il tribunale di Viterbo – giudice Rita Cialoni – ha dichiarato la prescrizione.
Piccolomini, pronipote di papa Pio II, è noto alle cronache per il suo vissuto turbolento. Il soprannome di ‘conte nero’ è dovuto alla sua vicinanza agli ambienti di estrema destra.
Nel 1996 fu fermato fermato per l’omicidio di Paolo Segatori, un 22enne trovato morto nelle campagne viterbesi da una coppietta: era stato ucciso una settimana prima con più di venti coltellate.
Ranieri Adami Piccolomini, inizialmente fermato insieme ad altre persone, fu poi prosciolto dall’accusa di omicidio, anche se scontò un periodo di carcere per droga e armi.
L’ultimo arresto nel dicembre 2013, a Roma: aveva aggredito due persone a Trastevere, almeno una colpita con una stella ninja a quattro lame. Un pensionato 75enne finì all’ospedale Fatebenefratelli con una profonda ferita alla gola, a pochi millimetri dalla giugulare.
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