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Viterbo - Comune - Messi in bilancio dalla società idrica ma per il dirigente Quintarelli non ci sono i presupposti

“I 908mila euro a Talete non sono dovuti”

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Viterbo - L'assessora Ciambella e il dirigente Quintarelli

Viterbo – L’assessora Ciambella e il dirigente Quintarelli 

Viterbo – (g.f.) – “Talete, non c’è riscontro contabile sui 908mila euro chiesti dalla società idrica al comune di Viterbo”.

Traduzione, quei soldi per lavori che palazzo dei Priori non ha assegnato e che la società ha messo già a bilancio, sono tutt’altro che certi.

A spiegarlo, è il dirigente Stefano Quintarelli, nel parere contabile al bilancio in fase d’approvazione.

La partita debito/credito tra i due soggetti è tutta da definire.

“Mentre per la posizione creditoria vantata dal comune di Viterbo verso Talete – scrive Quintarelli – risulta emesso un decreto ingiuntivo che ne conferma la condizione di credito certo, liquido ed esigibile, per la posizione creditoria reclamata da Talete nei confronti del comune, siamo alla presenza di un mero atto di citazione”.

Di conseguenza, la posizione vantata dalla società idrica è tutta da accertare. Ma Talete la somma l’ha già messa a bilancio.

Quello predisposto dal nuovo consiglio d’amministrazione. Che ha riportato i conti quasi in parità, da un rosso di circa quattro milioni di euro.

Le osservazioni di Quintarelli, però, rischiano di riportare a quasi meno un milione i conti Talete: “Rimane quindi complesso accertare – conclude il ragioniere capo – come già fatto dal cda Talete nel bilancio d’esercizio 2014 e confermato anche dal collegio sindacale, la certezza di una posizione creditoria di 908mila euro dovuta dal comune di Viterbo per mancata assegnazione di lavori.

Presunta e reclamata posizione creditoria di 908mila euro che non trova riscontro nelle scritture contabili del rendiconto di gestione 2015”.

Non va meglio con Francigena, società partecipata dal comune: “Si evidenzia – precisa il ragioniere capo – la rilevante posizione di credito vantato da questo ente nei confronti della società partecipata al 100% rispetto al quale si auspica e sollecita la definizione di un piano di rientro concordato”.

Sulla Società Interporto di Orte, invece, il suggerimento è lo stesso, ovvero cedere la quota detenuta dal comune, essendo una società: “Di natura prettamente privatistica”.


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21 aprile, 2016

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