Viterbo – Nozze d’oro per la minimacchina del centro storico. Per festeggiare il cinquantesimo trasporto cene in piazza, eventi, libri e soprattutto un nuovo modellino (fotogallery – slide).
Cinquanta trasporti, ventitré minimacchine. Da ‘Gloria… in scatola’ a ‘Sequenza d’archi’, da ‘Fierezza e nobiltà’ a ‘Slancio di fede’, fino ad arrivare a ‘Bianca speranza’.
Tutto ha inizio nel 1966, quando i ragazzi della parrocchia di san Giovanni in Zoccoli creano la loro minimacchina di santa Rosa. Tra le mani solo qualche cassetta di legno, scatole, bidoni, candele e santini. L’obiettivo è quello di emulare i loro padri, fratelli e nonni – i facchini – e portare sulle spalle la piccola patrona.
Il sogno si realizza la sera del primo settembre, ed è un trionfo. A quella notte ne seguono tante altre, e a cinquant’anni di distanza il Comitato centro storico, che dal 1980 prosegue il cammino intrapreso da quei giovani ragazzi, si prepara a festeggiare le nozze d’argento.
In cantiere decine d’iniziative, dalle cene in piazza alla realizzazione di libri ricordo. Ma soprattutto la creazione di una nuova minimacchina, pronta a sfilare e illuminare le vie del centro storico: ‘Luce di Rosa’.
Le iniziative sono state presentate questo pomeriggio, nella sala Regia del comune di Viterbo, dal presidente del comitato Alfredo Fazio. “In questi anni – dice – abbiamo realizzato il sogno di tremila bambini, facendoli diventare i protagonisti della sera del primo settembre. Anche se piccoli quella notte diventano grandi tanto quanto i facchini del 3 settembre. Ci rende orgogliosi sapere che la metà dei facchini di oggi proviene dalla nostra scuola”.
Accanto a Fazio il presidente del Sodalizio dei Facchini, Massimo Mecarini. “L’incessante e devoto lavoro del comitato – spiega Mecarini – ha formato facchini a cui non bisogna insegnare come si porta con dignità la divisa. Il termine minifacchino è riduttivo perché non esiste differenza di forza, cuore e fede con i facchini”.
Presenti anche il sindaco Leonardo Michelini e gli assessori Giacomo Barelli e Alessandra Troncarelli che hanno sottolineato l’importanza del traguardo. Il cinquantennale verrà celebrato la sera del primo settembre con una targa ricordo in piazza Dante.
Tante le iniziative in programma, tra fine agosto e inizio settembre. La presentazione di un libro con le foto e le testimonianze dei cinquant’anni del trasporto; cene in piazza e serate evento, come quella del 31 agosto con tutti i minifacchini della storia. E ancora, gli spettacoli dei musici e sbandieratori del centro storico e dei figuranti della Contesa.
Questo pomeriggio, presentato anche il logo del cinquantesimo trasporto. Consta di quattro elementi fondamentali: la piccola santa, i minifacchini, la minimacchina e una rosa.
Dal 1966 hanno sfilato ventidue modellini. Il primo fu ‘Gloria… in scatola’ e veniva trasportata da sei bambini. L’ultimo ‘Bianca speranza’, attualmente esposto in piazza san Lorenzo per San Pellegrino in Fiore.
Il ventitreesimo è ‘Luce di Rosa’, ideata da Lucio Laureti e realizzata da Mario Todini e Nastassia Andreani.
Scelto a novembre tra cinque modelli, è una minimacchina bella quanto complessa. Pesante quattro quintali, è illuminata da più di duecento lumini a fiamma viva. Ha una pianta quadrata e un’altezza variabile, grazie a un meccanismo tecnologico che, in alcuni punti del tragitto, la farà alzare di un metro. Intorno otto angeli.
Mancano ancora cinque mesi, ma l’aria di festa inizia già a respirarsi.
Raffaele Strocchia
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