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Viterbo - A piazza dei Caduti la campagna CircOliamo ma nel capoluogo un centro raccolta ancora non c'è

Oli esausti, non tutto fila liscio

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La presentazione della campagna educativa Circoliamo

La presentazione della campagna educativa Circoliamo 

<p>La presentazione della campagna educativa Circoliamo - Paolilli

La presentazione della campagna educativa Circoliamo – Paolilli 

Alberto Hermanin

Alberto Hermanin

Roberto Scacchi Legambiente Lazio

Roberto Scacchi Legambiente Lazio 

Raffaela Saraconi

Raffaela Saraconi

Viterbo – (g.f.) – Raccolta esausti, a Viterbo non fila tutto liscio come l’olio.

Fa tappa a Viterbo la campagna educativa itinerante Consorzio obbligatorio oli usati.

Cittadini e studenti in visita alla struttura a piazza dei Caduti. Interesse e attenzione verso lo smaltimento di un rifiuto altamente inquinante, ma nel capoluogo un centro raccolta ancora non c’è.

“Più di un cittadino – osserva Alberto Hermanin, responsabile del progetto – è venuto a chiederci cosa farsene dell’olio vecchio, effettuando il cambio per contro proprio”.

Si parla di quelli lubrificanti e non vegetali e i privati gli esausti se li tengono, dove non esistono centri raccolta.

Nel 2015 nella Tuscia c’è stato un aumento di 300 tonnellate raccolte, portando il totale a 1.035.

Predisporre un centro è obbligatorio per legge. L’assessora Raffaela Saraconi promette. Quello che non c’è, ci sarà: “Compito nostro – osserva Saraconi – è mettere a disposizione un sito.

Ne parleremo con il consorzio in termini concreti”.

Sul fronte sensibilizzazione, invece, tutto liscio. “Le scolaresche – osserva Paolilli del consorzio – hanno recepito il concetto di salvaguardia ambientale, abbiamo notato l’interesse da parte dei viterbese. In città manca un servizio di raccolta olio esausto.

Chi fa il cambio autonomamente si ritrova decine di chili e non sa cosa farsene. A chi ce lo ha segnalato, lo recupereremo”.

Serve un centro. “La procedura per istituirli oggi è più snella, il costo per il comune è pari a zero e mi auguro che con Viterbo si arrivi presto a firmare una convenzione.

Le amministrazioni devono deliberare, specificando se intendono istituirlo in prima persona o tramite municipalizzata”.

Alla presentazione pure Roberto Scacchi, presidente regionale Legambiente, sempre in tema, anche se su un altro tipo di rifiuto: “E’ notizia recente – ricorda Scacchi – che l’inceneritore a Malagrotta non riapre.

Di questo siamo felici, ma ci responsabilizza tutti, perché vuol dire che dobbiamo portare i rifiuti a livelli alti di raccolta, al punto da non avere più bisogno d’impianti di rigassificazione”.


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20 aprile, 2016

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