Viterbo – Palestra a santa Barbara: non ci sono solo i ritardi nell’ultimazione dell’opera, il misterioso caso dei bagni a servizio degli ospiti, previsti nel progetto e scomparsi nella pratica, così come la parte dell’ingresso (fotocronaca – slide).
Altri dubbi attanagliano il consigliere comunale Giulio Marini su un’opera la cui realizzazione è stata piuttosto movimentata.
Guardando l’opera quasi ultimata, manca soltanto la pavimentazione oltre ai bagni (stando almeno alle carte, previsti), qualcosa non torna pure al tetto e alla facciata.
“Progetto alla mano – osserva Marini – il tetto che copre la palestra è diverso da quello che poi è stato posizionato.
Nel progetto esecutivo è indicata una copertura con tegola canadese rivestita con graniglia di roccia basaltica ceramizzata”.
Copertura con tegola canadese che risulta anche nell’elenco dei prezzi.
“Il tetto scelto, appare chiaro, ha un costo inferiore rispetto alla tegola canadese. Quest’ultima garantisce una migliore insonorizzazione e isolamento”.
C’è pure la facciata e non è questione di facciata, ma di sostanza.
“La parete principale – continua Marini – era prevista che andasse inserita nello scheletro in metallo, nelle varie sezioni che lo compongono.
Invece, è stata applicata dall’esterno, a mo’ di blocco unico.
Pure in questo caso, si presume, con un risparmio economico.
Ma se ormai i materiali e gli interventi sono stati pagati, dov’è la perizia al ribasso per i minori costi che questi cambiamenti hanno consentito? Non mi risulta che ci sia”.
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