Viterbo – Si chiama “Ex Africa semper aliquid novi” la nuova serie di mostre della Kyo Noir Studio di Viterbo, in partenza il 22 aprile alle 18 e che ha per titolo la citazione latina di Plinio il Vecchio che significa “Dall’Africa sempre qualcosa di nuovo”.
Un evento che è una occasione per far approfondire al pubblico l’arte e gli artisti contemporanei africani, già protagonisti negli ultimi anni della scena artistica internazionale.
Il primo Focus on sarà su Gonçalo Mabunda scultore mozambicano. Fu uno dei protagonisti di Africa Remix ed è tornato al Centre Pompidou di Parigi con la mostra “Une histoire. Art architecture design des anées 1980 à nos jours”, presente all’ultima Biennale di Venezia di Okwui Enwezor è attualmente al Cccb di Barcellona con “Making Africa” ed a Palazzo Reale a Milano con ‘Breve storia del futuro”.
Gonçalo Mabunda realizza maschere, sculture e troni con oggetti inusuali come i Kalashnikov, bombe, pistole e altre armi utilizzate durante la guerra civile del Mozambico (1976-1992), successivamente disattivate da una Ong e dall’artista trasformate in opere d’arte.
Mabunda reinventa le tradizionali maschere africane e con un abile assemblaggio, l’arma perde la sua connotazione originale e proiettili bombe e caricatori si trasformano in buffe e stravaganti maschere. Con i troni, Mabunda rappresenta il potere, l’oggetto imponente, autorevole e maestoso domina lo spazio nella sua magnificenza, ma con l’appellativo pace diventa portatore di un significato positivo il “Trono della pace” donato nel 2002 a Papa Giovanni Paolo II, esprime la volontà del Mozambico di dire no alla guerra distruggendo le proprie armi per farne delle opere d’arte.
Aperto per appuntamento 22 aprile –15 giugno.
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