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Ronciglione - Il discorso del sindaco Alessandro Giovagnoli per la Festa della Liberazione

“Un popolo che non omaggia il passato non ha futuro”

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Ronciglione - Festa della Liberazione - Il discorso del sindaco Giovagnoli

Ronciglione – Festa della Liberazione – Il discorso del sindaco Giovagnoli

Ronciglione – Riceviamo e pubblichiamo il discorso del sindaco Alessandro Giovagnoli in occasione della Festa della Liberazione – Ringrazio tutta la cittadinanza per aver preso parte a questa cerimonia così importante per la nostra Nazione, un ringraziamento particolare va anche alla banda cittadina Alceo Cantiani che impreziosisce ogni ricorrenza.

Il 25 aprile, la Festa della Liberazione, deve essere per noi un momento di tradizione e al contempo di riflessione. Abbiamo l’obbligo di trasmettere questo impegno civico e politico alle nuove generazioni, così come i nostri padri hanno fatto con noi. Altrimenti, quale futuro ci attenderebbe?

Un popolo che non conosce e non omaggia il passato non ha speranze per il futuro.

Una riflessione, un segno di rispetto che dobbiamo a tutte quelle persone, uomini e donne, che hanno lottato, combattuto e sacrificato la vita per farci un dono prezioso come quello della democrazia, valore inestimabile di cui oggi godiamo i frutti.

Se respiriamo aria di libertà e possiamo andare orgogliosi del nostro passato è solo grazie a chi ha sacrificato se stesso, ritenendo la libertà un valore che va al di là anche della vita.

Per chi avesse dimenticato, vorrei citare dei numeri molto significativi: 69.774 partigiani caduti, 62.354 quelli dispersi e 36.610 i mutilati. Nell’esercito di liberazione si contano invece 35.149 caduti, 16.922 dispersi e 11.410 mutilati, per un totale di 104.923 caduti, 79.276 dispersi e 48.020 mutilati.

Quando ero bambino, il giorno del 25 aprile nelle scuole veniva raccontato ai bambini e ne veniva spiegato il significato con spirito di grande orgoglio, in maniera fortemente sentita. Oggi purtroppo la vita frenetica, vissuta con ritmi quasi schizofrenici, ci fa trascurare e sottovalutare questi importanti appuntamenti con la storia del nostro popolo.

Per questo vi chiedo di fermarci anche soltanto per qualche minuto e di dedicare un pensiero di ringraziamento a chi ha avuto il coraggio di mettere il bene di tutti davanti alla vita stessa, rendendo il sacrificio il più altruistico dei doni.

La nobiltà di un tale comportamento è di difficile comprensione per noi, che viviamo immersi in una società così egoista. Rischiare di morire per un ideale, con lo scopo di avere una Patria libera, una vita da vivere dignitosamente, un Paese che renda possibile realizzare i propri sogni. Questo è il 25 aprile e così dovremmo spiegarlo ai nostri figli e ai nostri nipoti.

Ringraziandovi, voglio concludere con una frase emblematica di Sandro Pertini: E’ meglio la peggiore delle democrazie alla migliore di tutte le dittature.


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26 aprile, 2016

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