Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Certo, il dato politico che emerge dalle consultazioni, apparentemente potrebbe sembrare a favore del governo, in realtà si sono recati al voto circa 14milioni e mezzo di italiani ed è pur sempre un risultato soddisfacente. L’affluenza stimata al 32% su un totale di 51milioni di aventi diritto.
Soddisfatta anche dal dato provinciale infatti Viterbo, subito dopo Roma raggiunge la seconda percentuale più alta nel Lazio.
Nonostante il referendum non abbia raggiunto il quorum del 50% più uno, questo voto è la dimostrazione che un terzo del paese sia fortemente contrario alle politiche energetiche del governo Renzi, un dato che non deve essere a mio avviso, sottovalutato dall’esecutivo.
Raggiungere il quorum obbiettivamente era difficile. L’oscuramento e la mancata informazione ha reso difficile il raggiungimento dell’obbiettivo e non ha di certo facilitato la campagna referendaria.
Le cattive indicazioni all’astenzione, frutto delle dichiarazioni del premier e dell’ex presidente della repubblica Giorgio Napolitano, hanno compromesso di molto la consultazione.
Resta il rammarico per non essere riusciti ad arrivare al popolo degli indecisi e dei delusi… popolo che continua ad essere determinante.
“La costituzione della Repubblica italiana recita testualmente: l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione”.
Il non voto è calpestare la carta costituzionale, rinunciare a esercitare la propria sovranità, regalando ogni decisione all’esecutivo, libero di operare anche senza il consenso del paese reale.
Un accentramento del potere che il governo ha già messo in atto con l’approvazione della riforma costituzionale che sarà l’oggetto del futuro referendum del 9 ottobre 2016.
Una riforma approvata da un governo non eletto dal popolo con una maggioranza diversa da quella di inizio legislatura che riforma il senato della Repubblica rendendolo di soli nominati.
Quella di oggi non è una sconfitta ma un punto di partenza dal quale bisogna necessariamente costruire una sorta di laboratorio che sia in grado di fondere associazioni, cittadini, partiti movimenti indistintamente dal proprio credo politico.
Difendiamo il nostro paese da chi vuole distruggerne, la bellezza la storia e la dignità.
Rita Corazza – Coordinatrice provinciale per la democrazia costituzionale
Coordinamento provinciale per la democrazia costituzionale Viterbo
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY