Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Tofanicchio (presidente Comitato Partecipazione Villa Serena) contro il protocollo sottoscritto con la regione

“Rsa, la montagna ha partorito il topolino”

Condividi la notizia:

Mario Tofanicchio

Mario Tofanicchio 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Rsa, la montagna ha partorito il topolino. E’ quanto sta avvenendo per il protocollo d’intesa ritenuto migliorativo e che va in vigore dal primo di gennaio 2016, sottoscritto tra Aris/Aiop (associazioni di sanità privata) e Cgil, Cisl e Uil e regione Lazio.

Facciamo un passo indietro.

Con decreto del presidente del consiglio, dal primo gennaio 2015 si fissano le regole per il calcolo del nuovo Isee. Il decreto fa superare alla maggioranza degli ospiti ricoverati in Rsa la quota dei 13mila euro, utile per i contributi, mettendo a dura prova le famiglie, visto che il costo della retta si attesta a 1.800 euro al mese, cifra insostenibile per la stragrande maggioranza degli ospiti, con ricadute negative sulle strutture e sul personale che operano nel settore.

In più nella nostra provincia si distingue il comune di Viterbo che adotta una delibera di giunta peggiorativa, tanto da essere definita svuota Rsa e non ancora revocata.

Ci sono voluti due ricorsi al Tar Lazio vinti da parte delle associazioni che tutelano gli ospiti e familiari e una sentenza del Consiglio di Stato che dà ragione ai ricorrenti per dire che l’Isee così formulata è sbagliata, va ricalcolata e va alzato il tetto dei 13mila euro.

Tutti ne sono consapevoli, ma ad oggi la normativa per il ricalcolo non è stata modificata, è già passato un anno e i debiti si accumulano.

Dopo più di un anno d’attesa cosa dice il protocollo d’intesa che dovrebbe chiarire la situazione, andiamo ad analizzare i prime tre articoli cardini del protocollo?

1) ISEE “…le parti richiedono che siano rivisti i parametri dell’ISEE elevandoli dagli attuali 13mila a un importo che si avvicini a quanto applicato in altre regioni e alla media nazionale, con il consequenziale riallineamento graduale della compartecipazione;”

Se qualcuno è in grado di decifrare e indovinare a quanto viene elevato l’Isee credo che possa partecipare a qualsiasi quiz.

2) PAGAMENTO DIRETTO “La Regione, dopo necessarie modifiche normative e amministrative rispetto alle norme vigenti, provvederà al pagamento, almeno del 40% della quota sociale…”

Calcolando i tempi biblici dell’amministrazione regionale non sarà certo per quest’anno, inoltre non va sottovalutata la parola almeno che si legge più come una esortazione-raccomandazione e incertezza.

La certezza sarebbe stato leggere: la quota sociale è stabilita nella misura del 40% a carico di …. purtroppo non è così.

3) QUOTA A CARICO COMUNE “ ….. la quota sociale relativa agli anni 2013/14/15 non ancora erogate in presenza di certificazione del debito, i comuni dovranno utilizzare gli accantonamenti di pregressi residui dei fondi del sociale.”

Anche in questo articolo non si aggiunge nulla in più ma si prende dai fondi a suo tempo stanziati per i servizi sociali e mai erogati.

Seguono altri sei articoli che regolano il protocollo d’intesa, ma tralascio ogni commento.

 Mario Tofanicchio presidente Comitato partecipazione Villa Serena RSA


Condividi la notizia:
1 aprile, 2016

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/