Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Anche se attualmente vi è un costante incremento della popolazione detenuta negli istituti penitenziari del Lazio e non solo, il dato del sovraffollamento dei detenuti presenti nel Lazio è pari a circa 550 detenuti in più rispetto ai previsti, vi sono segnali che vengono anche dagli stati generali dell’esecuzione penale, al quale va riconosciuto il merito di aver accesso i riflettori sul sistema carcere, e che vanno nel segno di un miglioramento della qualità della vita detentiva che naturalmente si riflette anche su tutti gli operatori penitenziari.
In questi mesi assisteremo ad un cambiamento epocale che oltre ad un bilanciamento delle presenze negli istituti penitenziari ed un recupero dei posti attualmente non disponibili vedrà deflazionare la popolazione detenuta all’interno dei penitenziari ma allo stesso tempo aumentare l’uscita verso l’esterno attraverso l’attivazione di iniziative d’ufficio tramite le misure alternative alla detenzione – affidamento in prova e detenzione domiciliare.
Importante in questa fase sarà monitorare la ricaduta sugli uffici di esecuzione penale esterna che senza risorse aggiuntive e solo con il contributo di tutte le figure presenti, compreso quello della polizia penitenziaria, potrebbero mettere a dura prova la riforma in atto.
Costantino Massimo
segretario generale aggiunto Cisl Fns
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